(di Zaira Daniele)
Purificato è un figlio ben riuscito della Scuola
Romana che ha gettato le basi del suo percorso artistico; i cromosomi
della sua dimensione pittorica e della modalità espressiva sono appunto
della Scuola Romana, mentre l'humus poetico ispiratore dell'immaginario
tematico e dei motivi iconologici delle sue opere proviene dalla nati-
va terra ciociara, culla di valori semplici propri del mondo contadino
idealizzato dalla sensibilità poetica di Purificato come è solito per i
grandi spiriti.
I colori della tavolozza cromatica della pittura ascrivibile alla Scuola
Romana sono "i colori di Roma" (è il titolo anche di un libro di
Purificato in cui egli parla della sua esperienza romana ripercorrendo
la storia della Scuola Romana) la città in cui avvengono gli [ incontri
culturali tra gli amici di via Cavour, in cui essi operano portando
avanti il loro discorso artistico come reazione all'arte ufficiale
Novecentista, muta e sorda nei confronti della realtà esterna politica e
sociale, legata alle ragioni del mercato e del potere da cui era
favorita; i colori di una città dalle mille sfaccettature, dalle
molteplici realtà dalle tinte variopinte, in cui si respira l'eterno,
l'archeologia si alla modernità dei tram e delle metropolitane, il
passato vive insieme al presente in una dimensione senza tempo...
Questa è la sensazione che la città "caput mundi" talvolta suscita agli
animi sensibili e creativi, mentre intorno tutto si agita con movimenti
frenetici, rumori assordanti, luci accecanti miste a ombre soffuse..
.Roma è la "città-pittura", i colori dei suoi monumenti e dei suoi
tramonti riempiono i dipinti degli amici di via rCavour, come le luci,
il dinamismo della vita notturna, la smania di divertimento delle
splendide notti romane risuonano nelle tele dei futuristi Boccioni e
Carrà per i quali Roma è l'emblema di una città in moto, dove tutto
scorre veloce, una realtà che rispecchia perfettamente il contenuto dei
loro manifesti, l'invito alla velocità. Per Scipione, Mafai, Raphael e
gli altri, Roma è la principale fonte di ispirazione, come era per Manet
la sua Parigi, sia a livello contenutistico che pittorico, se pur
filtrata alla luce della propria interiorità angosciosa, trasformata
fantasiosamente. La città ha da sempre ispirato gli artisti, è il luogo
dove loro amano stare; gti artisti contemporanei sono indissolubilmente
legati ad essa.
Roma come le altre capitali d'Europa è, ed ha svolto sempre questa
funzione, si pensi al Rinascimento, alla politica culturale e di
promozione artistica dei Papi mecenati-, il centro del dibattito
culturale, polo d'attrazione di artisti, poeti e scrittori che vi
giungono per aggiornarsi sulle nuove ricerche, trovare nuovi stimoli
alla propria creatività artistica. Anche Purificato ha lasciato
l'ambiente angusto della provincia dove viveva nell'anonimato e si è
trasferito nel periodo giovanile a Roma, dove si è inserito nei circuiti
della cultura artistica nazionale e internazionale, ha frequentato
cenacoli culturali intessendo rapporti con altri artisti e uomini di
cultura come Cagli, Mafai, Raphael, Ungaretti, De Chirico ecc. con cui
ha lavorato a stretto contatto nell'ambito degli incontri culturali che
si tenevano in via Cavour nella casa della Raphael.
Dunque Roma, la città eterna e millenaria, con la magia dei suoi colori
è sempre stata e continua ad essere la culla dell'arte, il centro del
dibattito sulle belle arti e la fonte di ispirazione degli artisti
romani e di tutto il mondo.