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Nunzio Alfano

Personale di Pittura
Castello Caetani
19 Ottobre - 3 Novembre

La pittura di Alfano in una personale a Sabaudia

Nunzio Alfano ritorna ad esporre, in una personale, a Sabaudia, dal 19 al 28 marzo Sala “Emilio Greco” Sabaudia. L’inaugurazione della mostra alle ore 18,00 di sabato 19 marzo alla presenza di Claudio Fazzone, presidente del Consiglio regionale del Lazio. Comunicato

Nunzio Alfano nato a S. Angelo di Mercato San Severino (SA)
e residente a Fondi LATINA dove vive e opera.

Quadri particolari

Testimonianze

Carmine Cuomo

La pittura di Alfano fa soffermare l'attenzione di quanti sono sensibili all' 'arte vera, quando si lascia prendere da stimoli e sollecitazioni che promanano dal suo animo fervido. Alfano si rifugge da qualsiasi improvvisazione e si spiega con impegno sulle cose che maggiormente lo affascinano, per esprimersi senza mai tradire la componente primaria della sua pittura.
La leggerezza del tocco e una colorazione decisa tra i rossi e i gialli costituiscono le caratteristiche di base di un artista , che intende dialogare in serenità con il suo pubblico che lievita i suoi apprezzamenti convinti, ecco perché il tema dominante della sua arte e il classico nel moderno, per questo si ritiene unico e diventa l'uomo in quanto nell'artista esiste il desiderio di comunicare e comunicare, per Alfano significa conoscere.

Elio Marini

Vedo in Nunzio Alfano la tempra e la gentilezza romantica di un "trovatore". Vedo in questo autodidatta, formatosi giorno dopo giorno alla sola scuola del colore, del sentimento e della natura, il cantore timido, discreto ma bene intonato di situazioni viste o vissute e di ricordi che danno nell'onirico oltre che nella immediatezza dell'immagine espressa.
Ecco allora che il colore ocra o incupito di un ambiente o di uno scorcio paesaggistico riceve anima e luce dal "pentagramma" vario dei toni cerulei dì cielo e mare. Qua è una finestra che si apre alla vista del mare o del cielo, o semplicemente un riquadro azzurro inserito nella stessa opera che da la sensazione del più luminoso ambiente esterno: là una marina solitaria o uno squarcio di cielo accennato oltre la pergola. Ma il diapason del suo canto pittorico raggiunge toni di elevata, sincera e intima poesia nello slancio del bimbo che accarezza il viso della mamma quasi sorpresa da quell'innocente trasporto: nel riposo campestre di donna e in alcuni paesaggi quasi fiabeschi che si potrebbero avvicinare alla migliore scuola naif: nella solenne naturalezza, quasi stilizzata, di cavalli e in altre situazioni in cui sembra vagare l'ombra di Modigliani, di cui Nunzio è ammiratore ma che, per sua precisa ammissione, si stima ben lungi dal voler imitare.
Come pure non si da all'imitazione di nessuno dei grandi artisti, volendo essere sempre e solo sé stesso. In questo contesto di immediatezza, sentimento, ricerca e proposta di temi che trovano la radice primigenia nella sana concezione di una sempre viva e feconda civiltà contadina, ecco che lo scarpone sdrucito acquista una dimensione di dignitosa e significativa presenza davanti alla gentile magnificenza della rosa: ecco che le figure di anziani, proposti in un caratteriale e genuino atteggiamento di pensosa povertà, traspirano la dignità sofferta del lavoro: ecco che dalle piazzette e dai vicoli solitari si propaga la sottile e carezzevole voce del silenzio.
E negli stessi nudi femminili, sensuali però sempre intonati all'insegna del buon gusto, traspare il compiacimento di quanto, in bellezza, possa esser prodiga la nostra naturale vicenda umana.

Enzo Bigoschi

Nunzio Alfano si ritrova a dipingere con il nutrimento poetico della sua terra: il sentimento della memoria reinventa le immagini care del Salento; vuoi che si tratti di personaggi del suo contesto, vuoi che si tratti di donne o di elementi compositivi della sua geografia, rappresentata sempre da una urgenza narrativa che induce il modulo pittorico in forme transumanizzanti, sempre accese da un ingenuo bagliore d'infanzia.

Guido Ruggiero

L'amore per la pittura che Alfano mostra non consente simili degnazioni sebbene un'attenzione, pur misurata e guardinga, ma speranzosa di positivi risultati. Né siamo spinti da sentimenti emotivi come quello che potrebbe nascere dall'impegno di Alfano.
Questo pittore istintivo, autodidatta, ha due doti che, se non sciuperà in corse febbrili, appaiono positive: il senso lirico delle cose dimorante nella memoria e nell'occhio; e la vocazione al «racconto», congeniale alla sua natura mediterranea.
E vuoi che questo si realizzi in paesaggi di cose e fatti visti in contrade solitàrie, disabitate (è forse il sentimento straniante dell'emigrazione dello stesso pittore), vuoi che sia il personaggio, presente in questi luoghi, che si connota come un «superstite» delle diaspore migratorie, vuoi, infine, che egli tragga il personaggio femminile - tratto da qualsiasi contesto temporale e geografico - per esprimerlo nel nudo, colto in una misteriosa e solitària sensualità.
E ciò per meglio capire, da autodidatta, i misteriosi cammini dell'espressione poetica pittorica ed i legami nascosti con le sue intenzioni, con i suoi fantasmi artistici, spesso indecifrabili alla sua stessa volontà di conoscenza.

Arturo Ursitti

Le vedute di campagna, ritratto con tinte tenui, quasi pastello, esprimono bene la canicola cocente dell'estate. Il sole picchia sulle mura dei casolari, pare che voglia rubare da esse il colore del tempo, il giallo-ocra sporco, ma non può perché le crepe dei calcinacci ne testimoniano la vetustà e la povertà. Una camicia, o una maglia color rosso stesa alla finestra ed una scala a pioli, appoggiata appena alla parete, dicono della presenza umana: ancora non è l'abbandono totale delle campagne e gli alberi ritti e robusti, pare a significare la mollezza dei tempi.

Luisa Beani

Quando un autodidatta che tira avanti la vita tra mestieri diversi e in paesi lontani, da girovago o emigrante, si porta appresso come un indumento intimo la tela per dipingere, beh! vuoi dire che la vocazione c'è ed anche un amore da segnalare, che vanno incoraggiati nella convinzione di pur acquisibili maturità artistiche.
Alfano ha sempre dipinto con il cuore e lo sguardo rivolto alla sua terra salentina, a quell'entroterra rurale, in cui la geografia fisica di tetti, paesaggi con alberi e fiumi, rappresentano la sua «memoria storica». Una storia narrativa in cui lo sforzo della resa è in un linguaggio che vive la tensione di una permanente trasfigurazione.

Aldo Codignola

Sacrale del suo mondo reale nel quale ha vissuto le vibratili esperienze d'infanzia e della prima giovinezza. Alfano dipinge, in fondo, per ritrovare e, forse, ricercare il tempo andato: perciò la sua pittura appare un po' come un «dagherrotipo», paurosa di svisare le realtà vissute ed ora sognate.
Perciò i personaggi vivono nelle cose antiche, una vita di tradizione, forse oggi irreale; e le donne hanno scritto sui volti sorpresi, e intorno alle linee dei corpi nudi, un che di perentoreo e di morbidezza perduta, quasi per un'allusiva penetrazione medianica del pensiero e della loro condizione umana.

 
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Ultimo aggiornamento: 27-lug-2008

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