Gesù è nell'arte perché è nel cuore di ogni uomo,
l'essenza divina che è nella sua forma umana, è dentro di noi, è
nascosta in fondo alla nostra anima e come una forza creatrice
all'improvviso esce fuori, come lava dal vulcano, sotto lo stimolo degli
input esterni della natura che è il riflesso della potenza divina, e ci
travolge investendo ragione e sentimento. E' quel soffio divino che ha
permeato di sé il nostro essere e ispirato le nostre menti, attraverso
la creazione artistica che ripete nella perfezione della sua bellezza,
in una dimensione umana, il miracolo della creazione, cristallizzandosi
nella forma sensibile dell' opera d'arte, sublima l'ansia di Assoluto
che ribolle nell'animo umano, nell'attimo stesso in cui Esso
miracolosamente ci invasa fondendosi con l'umano e generando così il
processo creativo.
Ma l'opera d'arte è un vulcano sempre acceso in cui la forza del Divino
continua a far venir fuori traboccando dalla materia, svelandosi a colui
che guarda, che riempito interiormente dalla presenza misteriosa di Dio,
vibra di gioia: il miracolo della creazione artistica che ha ispirato
all'artista l'opera d'arte, si rinnova nel cuore di ogni uomo che guar-
dando oltre la superficie materica, viene rapito dall'immagine
rivelatri-e del divino. Il quadro, la scultura o il foglio, sono lo
strumento materiale in cui attraverso l'armonia dei segni, si esprime la
potenza creatrice di Dio che è nell'uomo, e che rende viva la materia
alitandola di sé con il suo soffio eternatore e trascendendola nel suo
limite temporale. Dio penetra nell' animo umano rendendosi percepibile
all'uomo nella sua emotività, e sotto l'effetto della vis creatrice di
cui lo ha investito, si lascia trasportare fuori e rendersi visibile
attraverso l'opera d'arte; Dio dunque discende dal cielo e si rivela
all' artista calandosi nella sua interiorità, ed egli attraverso
l'immagine artistica, sul piano della tangibilità, lo svela al mondo,
così tutti attraverso l'arte possono accedere all' assoluto. Nel
processo che porta alla creazione artistica avviene dunque, un doppio
movimento circolatorio di rivelazione di Dio all'uomo nella dimensione
terrena: Egli dalla soggettività dell' artista si apre all' oggettività
facendosi conoscere al mondo, sicchè attraverso la contemplazione dell'
opera d'arte, Dio diventa esperienza personale e fonte di ricchezza per
ognuno e quindi patrimonio di tutti; il flusso divino che erompe dalla
materia per trasferirsi nell' animo di chi guarda è sem- pre in azione e
ogni volta, con una forza nuova, infonde nei cuori dell'umanità amore,
bontà e bellezza che sono espressione trina di Dio: il " movimento "
continua all'infinito, rendendo l'opera d'arte eterna, e con essa
l'artista, demiurgo, la cui creatività è il riflesso della multiforme
fantasia creatrice in cui si esplica la potenza del creatore. L'arte
dunque appartiene alla realtà celeste, in essa cielo e terra si
congiungono in un circuito senza fine, umano e divino si fondono nel
momento statico della creazione, e la bellezza sensibile delle immagini,
delle forme e delle parole trascende la materialità per riconsegnarsi al
nostro " io" nella sua nudità divina elevando l'uomo all' Assoluto. Dio,
che storicamente si è rivelato all'umanità nel figlio Gesù, continua a
manifestarsi all'uomo attraverso la forza creatrice della artista. La
voce di Dio che lui sente dentro si sé, si traduce in immagine
attraverso l'espressione artistica che è svelamento in termini di
visibilità di Dio; Egli che è spirito si fa sentire dall'uomo attraverso
il sentimento d'amore legato all' atto creativo e si fa conoscere
assumendo una forma sensibile, attraverso le opere della creatività
umana. Nell' arte dunque si perpetua eternamente il mistero dell'
incarnazione che si verifica in chi crea e in chi contempla, e l'evento
storico della nascita di Gesù diventa esperienza quotidiana per
l'artista," uomo divinizzato" che dà vita all'opera d'arte e per chi si
pone davanti all' opera che avverte nel suo cuore la presenza di Cristo
sottoforma di gioia e di amore che sente improvvisamente nascere in lui.
In questo senso Gesù Cristo si fa metafora vivente, storicizzata, della
creazione artistica, e l'arte "monumenta" della sua nascita e
incarnazione. Per questo l'arte, anche quando non sia di carattere
religioso, ha sempre un valore sacro, essa esprime la tensione dell'uomo
verso Dio e la comunione con Lui, per cui contemplare un dipinto è come
rito religioso , capace di liberare l'anima e di aprirla all' amore.
Contemplare l'arte ed amarla, è come amare Dio e l'umanità intera, ed
essere in armonia con se stesso e con l'universo tutto, avvicinarsi ad
essa è avvicinarsi all' Assoluto, uscire dalla finitudine umana,
esprimendo la forza divina che Iddio ci ha dato e che è celata nel fondo
della nostra anima.