"L'arte rivela ai cuori ciò che nessuna scienza può mai rivelare alle menti" - Virgilio

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Il Divino nell'arte

(di Zaira Daniele)

Gesù è nell'arte perché è nel cuore di ogni uomo, l'essenza divina che è nella sua forma umana, è dentro di noi, è nascosta in fondo alla nostra anima e come una forza creatrice all'improvviso esce fuori, come lava dal vulcano, sotto lo stimolo degli input esterni della natura che è il riflesso della potenza divina, e ci travolge investendo ragione e sentimento. E' quel soffio divino che ha permeato di sé il nostro essere e ispirato le nostre menti, attraverso la creazione artistica che ripete nella perfezione della sua bellezza, in una dimensione umana, il miracolo della creazione, cristallizzandosi nella forma sensibile dell' opera d'arte, sublima l'ansia di Assoluto che ribolle nell'animo umano, nell'attimo stesso in cui Esso miracolosamente ci invasa fondendosi con l'umano e generando così il processo creativo. Ma l'opera d'arte è un vulcano sempre acceso in cui la forza del Divino continua a far venir fuori traboccando dalla materia, svelandosi a colui che guarda, che riempito interiormente dalla presenza misteriosa di Dio, vibra di gioia: il miracolo della creazione artistica che ha ispirato all'artista l'opera d'arte, si rinnova nel cuore di ogni uomo che guar- dando oltre la superficie materica, viene rapito dall'immagine rivelatri-e del divino. Il quadro, la scultura o il foglio, sono lo strumento materiale in cui attraverso l'armonia dei segni, si esprime la potenza creatrice di Dio che è nell'uomo, e che rende viva la materia alitandola di sé con il suo soffio eternatore e trascendendola nel suo limite temporale. Dio penetra nell' animo umano rendendosi percepibile all'uomo nella sua emotività, e sotto l'effetto della vis creatrice di cui lo ha investito, si lascia trasportare fuori e rendersi visibile attraverso l'opera d'arte; Dio dunque discende dal cielo e si rivela all' artista calandosi nella sua interiorità, ed egli attraverso l'immagine artistica, sul piano della tangibilità, lo svela al mondo, così tutti attraverso l'arte possono accedere all' assoluto. Nel processo che porta alla creazione artistica avviene dunque, un doppio movimento circolatorio di rivelazione di Dio all'uomo nella dimensione terrena: Egli dalla soggettività dell' artista si apre all' oggettività facendosi conoscere al mondo, sicchè attraverso la contemplazione dell' opera d'arte, Dio diventa esperienza personale e fonte di ricchezza per ognuno e quindi patrimonio di tutti; il flusso divino che erompe dalla materia per trasferirsi nell' animo di chi guarda è sem- pre in azione e ogni volta, con una forza nuova, infonde nei cuori dell'umanità amore, bontà e bellezza che sono espressione trina di Dio: il " movimento " continua all'infinito, rendendo l'opera d'arte eterna, e con essa l'artista, demiurgo, la cui creatività è il riflesso della multiforme fantasia creatrice in cui si esplica la potenza del creatore. L'arte dunque appartiene alla realtà celeste, in essa cielo e terra si congiungono in un circuito senza fine, umano e divino si fondono nel momento statico della creazione, e la bellezza sensibile delle immagini, delle forme e delle parole trascende la materialità per riconsegnarsi al nostro " io" nella sua nudità divina elevando l'uomo all' Assoluto. Dio, che storicamente si è rivelato all'umanità nel figlio Gesù, continua a manifestarsi all'uomo attraverso la forza creatrice della artista. La voce di Dio che lui sente dentro si sé, si traduce in immagine attraverso l'espressione artistica che è svelamento in termini di visibilità di Dio; Egli che è spirito si fa sentire dall'uomo attraverso il sentimento d'amore legato all' atto creativo e si fa conoscere assumendo una forma sensibile, attraverso le opere della creatività umana. Nell' arte dunque si perpetua eternamente il mistero dell' incarnazione che si verifica in chi crea e in chi contempla, e l'evento storico della nascita di Gesù diventa esperienza quotidiana per l'artista," uomo divinizzato" che dà vita all'opera d'arte e per chi si pone davanti all' opera che avverte nel suo cuore la presenza di Cristo sottoforma di gioia e di amore che sente improvvisamente nascere in lui. In questo senso Gesù Cristo si fa metafora vivente, storicizzata, della creazione artistica, e l'arte "monumenta" della sua nascita e incarnazione. Per questo l'arte, anche quando non sia di carattere religioso, ha sempre un valore sacro, essa esprime la tensione dell'uomo verso Dio e la comunione con Lui, per cui contemplare un dipinto è come rito religioso , capace di liberare l'anima e di aprirla all' amore. Contemplare l'arte ed amarla, è come amare Dio e l'umanità intera, ed essere in armonia con se stesso e con l'universo tutto, avvicinarsi ad essa è avvicinarsi all' Assoluto, uscire dalla finitudine umana, esprimendo la forza divina che Iddio ci ha dato e che è celata nel fondo della nostra anima.

 

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