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Poesia e pittura

(di Zaira Daniele)

Il dipinto nasce come un'immagine poetica dall'emozione, dalla magica sensazione di infinito prodotta nel pittore dalla contemplazione della natura, di un frammento di realtà. E' il sentimento poetico ad ispirare l'artista nel suo gesto manuale del dipingere. La poesia è la condizione primaria perché avvenga la creazione artistica: poesia e pittura sono due manifestazioni della stessa realtà sentimentale ed emozionale. Ma se è vero che la pittura nasce come poesia, è anche vero che talvolta è la pittura ad accendere la fantasia del poeta, ad emozionarlo suggerendogli immagini poetiche: l'ispirazione poetica può nascere dunque dalla contemplazione di un quadro; il poeta penetra nelle sue profondità fino a coglierne l'intima essenza; egli arriva a toccare il fondo emozionale del quadro, che scaturisce dall'interiorità del pittore. La poesia di de Libero è fortemente suggestionata dalla pittura della Scuola Romana; i dipinti di Scipione, Mafai e Purificato producono in lui sensazioni, visioni fantastiche che egli traduce in poesia, una poesia concepita espressionisticamente, pregna di colore e dominata dalla luce. Il poeta dunque cattura l'emozione che il quadro suscita in lui e le dà forma poetica. La pittura di Purificato è espressione del suo mondo poetico; i motivi, i paesaggi, variopinti e assolati, i volti contadini, della terra ciociara con i loro sentimenti e valori, sono gli stessi immortalati da de Libero nelle sue poesie, egli parlava spesso della sua Ciociaria, ricca di cavalli, come una terra mitica: l'humus poetico in cui si muovono i due artisti è lo stesso; i colori della natura hanno da sempre ispirato l'animo sensibile e dei pittori.e dei poeti. I due sono accomunati dallo stesso bisogno di libertà espressivà e di un legame più forte con il reale, pur non rinunciando alle tendenze del clima culturale in cui è avvenuta la loro formazione, ad un'arte carica di allusività e di atmosfere metafisiche e nello stesso tempo alla tradizione. In questo periodo, anni '30, si avvertono le stesse esigenze nella pittura e in poesia, due mondi paralleli che parlano degli stessi temi e valori, che si nutrono della medesima linfa intersecando i propri linguaggi. Già Baudelaire nell'ottocento affermava: "Le arti aspirano se non a sostituirsi l'un l'altra, perlomeno a prestarsi reciprocamente energie nuove". Libero de Libero ha reso osmotiche arte pittorica e arte poetica operando una fusione tra poesia pittura e critica d'arte. Scipione nel Risveglio delta Bionda Sirena sembra ispirato ad un sogno narrato dalla Raphel a Mafai in una lettera scritta con cadenza poetica: "Tutto sembrava addormentato nel sonno profondo e misterioso come se fosse per la verga di una fata. La luna guardava ancora nel lago e sembrava più pallida di prima, meditativa e addolorata. Evidentemente il suo cuore era pieno di tristezza, piangeva con lacrime amare che andavano nel lago.. .io udii una voce femminile cantare. Era una voce bella e chiara e l'eco portava per tutto. E dopo trascorso poco tempo vidi che era una sirena emergente dalle acque, di una bellezza squisita con uno specchio in una mano e un pettine nell'altra, e mentre si specchiava ravvicinandosi i suoi riccioli d'oro ammirava se stessa. La luna guardava con disdegno e rispose: è bene per te cantare così che hai il cuore allegro. Tu sei sempre nella profondità del mare, nella tua casa di madre perla di dove non vedi il mondo al di sopra. Ma io vedo tutto, vedo la vita nuda, realmente con le sue tragedie e commedie. I miei raggi come aghi affilati penetrano in tutti i luoghi più reconditi e conosco anche i delitti più nasçosti nel profondo dei cuori indegni... ". Purificato, dalla sensibilità spiccata, è anche poeta e scrittore dal linguaggio fluido; molti suoi componimenti poetici hanno ispirato i suoi dipinti; ad esempio i Tre cavalieri sembra essere la trasposizione pittorica dei versi di una sua poesia sui cavalli da cui probabilmente trae ispirazione: è l'esempio di come la pittura nasce come poesia e prende poi corpo attraverso la fantasia e la mano dell'artista.

Quei tre fanti

" Quei tre fanti
su tre cavalli bianchi..."
Cantavano cosi` le tre fanciulle
al nostro passaggio;
ma nessuno era bianco
dei cavalli.
Sauro l'uno
- stallio da tiro -
sagginato leardo l'altro
morello il ginetto. Stendevano di sogno
le fanciulle
nivei manti leggeri
sopra gli eteromorfi destrieri
per un felice canto.
 

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