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Mauro Caporiccio

E' nato a Fondi (Latina) nel 1963. Laureato in Scienze Politiche, dal 1989 lavora per la RAI-TV come regista di diverse trasmissioni e autore di servizi giornalistici. E' autore e collaboratore di vari programmi televisivi della Rai come I fatti vostri, TeleCamere, La vita in diretta, Enigma. Ha iniziato la sua attività di sceneggiatore nel 2004 con la fiction di Rai Uno "Al di là delle frontiere". Il febbraio scorso, dopo anni di duro lavoro ha sceneggiato un'altra fiction dal titolo "Il figlio della Luna", la storia vera del fisico-nucleare Fulvio Frisone, affetto da tetraplegia spastica distonica dalla nascita, da cui ha tratto anche il suo primo romanzo.

Curriculum Vitae

1990: autore dei testi e giornalista del GR-UNO RAI nella redazione Cultura e Spettacolo.
1993: programmista e autore dei testi di "Alfabeto TV", programma di Videosapere RAI condotto e diretto da GIANNI BISIACH sulla storia della televisione italiana.
1994: inviato di "Effetto Notte", settimanale culturale di Videosapere RAI.
1995-1997: inviato e regista di "Telecamere", settimanale di informazione politica di RAI2.
1998: programmista e autore dei testi de "I Fatti Vostri", talk show di RAI2.
1999-2003: inviato e regista de "La Vita in Diretta", magazine quotidiano di RAI UNO.
Nel 2002, come autore di un docu-film su "PAISA'" di R. Rossellini si è aggiudicato il "Premio MAIORI - Roberto Rossellini".Come sceneggiatore per il cinema e la fiction-TV, recentemente ha firmato alcune sceneggiature per lungometraggi tratte da storie vere, realizzate con Paola Pascolini, Angelo Pasquini, Marco Turco, per i produttori Angelo Rizzoli, Leo Pescarolo, Angelo Bassi.
2003: collabora per la sceneggiatura della Fiction televisiva "Al di là delle Frontiere"
febbraio 2007: collabora per la sceneggiatura della Fiction televisiva "Il figlio della Luna"
marzo 2007: compone il primo romanzo tratto dalla Fiction televisiva "Il figlio della Luna"

Il figlio della luna - Il libro

Il figlio della Luna parla di una storia vera attraverso le voci dell'anima dei suoi protagonisti, saliti di colpo su una giostra di «cavaddi 'mpazzuti», in un giorno come tanti, quando, in un ospedale, si udì il primo grido di un bambino dato per morto. Carmelo, Lucia, Fulvio decisero comunque di vivere. Con la forza della disperazione, della speranza e dell'ironia. Per amare, fino in fondo. «Mi hanno detto che mio figlio non potrà camminare, che non potrà usare le braccia e le mani e manco parlare, scrivere. Che maledizione è questa? Io non ti chiedo il miracolo, la guarigione. Fulvio si chiama, non Lazzaro. E non mi frega se non scalerà mai una montagna, se non scenderà mai in fondo al mare. A mio figlio ci asterà poco. Ma sarà mai un uomo? A te lo chiedo: sarà mai un uomo? O anche tu mi dici che devo aspettare, che è meglio rassegnarsi?». Lucia: siciliana, piccola, sola, disperata. Urla in faccia al crocifisso la sua rabbia. Sviene in quella chiesa, ma alla fine trova la forza. Suo figlio Fulvio, u' masculu, non lo crescerà come una pianta. «La quinta elementare tengo». Ma Lucia insegnerà a Fulvio a leggere, a parlare, a vivere, trascinando nella sua lotta il marito Carmelo, le altre due figlie, Palmira e Pinella, e una miriade di persone incontrate in oltre quarant'anni di battaglie civili per la dignità di suo figlio. Oggi Fulvio Frisone è un fisico nucleare di fama mondiale, impegnato a scoprire le nuove frontiere dell'energia pulita. Da ragazzo ha frequentato le scuole dei «ragazzi in piedi»; con un pennello montato sulla testa ha dipinto quadri coi colori della sua terra; con un casco di cuoio, agitando una bacchetta di metallo su una tastiera, ha usato i primi rudimentali computer. Al suo fianco tutta la famiglia Frisone, Lucia in testa. Sempre lei, nemica dei pregiudizi sociali e culturali, delle cattive leggi che escludono dalla vita quotidiana gli scimuniti e gli sturpiati.
Il libro è acquistabile presso la libreria "Il Seme" in Corso Appio Claudio
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Il Figlio della Luna - Il Film

"Solo facendo parlare di lui gli daranno attenzione… a lui e a tutti gli altri nelle sue condizioni… chi sta bene si può stare zitto… chi ha bisogno dell'aiuto dello Stato, delle Istituzioni… deve gridare": a parlare è Lucia Frisone, la madre di Fulvio, affetto da tetraplegia spastica distonica dalla nascita, ora quarantenne fisico nucleare. Alla storia della loro vita è dedicato il film per la tv realizzato dalla 11 marzo di Matteo Levi con la regia di Gianfranco Albano. Ad interpretare Lucia Frisone, detta "mamma ciclone" sarà Lunetta Savino, mentre Fulvio avrà il volto, a seconda dell'età, di Alessandro Morace (sul grande schermo con "Anche libero va bene" nei panni del figlio di Kim Rossi Stuart) e, successivamente, di Paolo Briguglia. Carmelo (nel film, Antonio Milo) e Lucia Frisone, entrambi siciliani, di modesta estrazione e di scarsa cultura – "io tengo solo la quinta elementare" ricorda spesso la signora -, dopo due figlie, Palmira (interpretata in età adulta da Evelyn Famà) e Pinella (Sabrina Sirchia), si ritrovano a dover crescere – a causa di insipienza medica al momento del parto – un bimbo affetto da gravissime menomazioni. La madre farà di tutto perché questo figlio, purtroppo leso nel fisico e nel linguaggio, cresca e studi come tutti gli altri coetanei, arrivando addirittura a far modificare una legge che prevedeva per i ricercatori universitari una "sana e robusta costituzione". Per studiare e disegnare (le sue altre passioni oltre alla Fisica, sono la poesia e la pittura) Fulvio adopera, con grandi sforzi, una sorta di casco dal quale pende un sottile braccio meccanico, un'evoluzione del primo, artigianale, costruitogli dal padre Carmelo. La madre Lucia, oltre alle tante battaglie per l'educazione, si è sempre mobilitata per la riapertura delle case chiuse, riuscendo intanto a far avere al figlio menomato anche una normale attività sessuale. Ed ha ottenuto dallo stato un'assistenza sociale di ventiquattro ore al giorno. Nessun politico alle spalle, nessun appoggio istituzionale, solo una grande attenzione dei mass media che hanno portato agli onori di cronaca il caso. E tutto ciò, grazie al coraggio, alla forza d'animo e alla tenacia di questa madre, la quale, a sua volta, grazie alle difficoltà del figlio, è cresciuta, ha imparato tante nuove cose, ha tanto viaggiato e ha vissuto esperienze che mai avrebbe immaginato. Il film di Gianfranco Albano – scritto da Paola Pascolini e Mauro Caporiccio, con la collaborazione della stessa Lucia Frisone - racconta questa storia con grande rispetto e umiltà, partendo da un recente viaggio della famiglia a Melbourne, per un convegno scientifico sulla Fisica Nucleare, e ripercorrendo, in flash back, le tappe di questo straordinario percorso umano. Uno sguardo, dalla finestra dell'albergo, alla luna "australiana", la stessa luna tanto amata e guardata la notte della nascita di Fulvio. Il dramma del parto e la rivelazione della malattia, le umiliazioni ricevute dalla gente comune e dalle istituzioni, gli scoramenti superati, le invenzioni e gli insegnamenti – grazie ad un intuitivo metodo della madre, Fulvio a quattro anni leggeva e, nonostante le diagnosi dei medici, imparò, se non proprio a parlare correttamente, ad articolare dei suoni quasi comprensibili. Le lotte per entrare nelle scuole pubbliche, le prime amicizie e i primi attestati di accettazione e rispetto da parte della società, fino all'attenzione della stampa e al riconoscimento di importanti diritti civili. Un film per ricordare e testimoniare che, a volte, la speranza e il coraggio riescono ad abbattere insuperabili barriere, architettoniche e non. Oltre a un cast attoriale di tutto rispetto, il film si avvale delle musiche della band internazionale "Agricantus", siciliani, tra i maggiori rappresentanti della cosiddetta "world music".

Al di là delle frontiere

Sabrina Ferilli è la protagonista di Al di là delle frontiere, miniserie in due puntate, tratta da una storia vera. La fiction è sceneggiata da Paola Pascolini e Maurizio Caporiccio, diretta da Maurizio Zaccaro ed è prodotta per RaiFiction da Angelo Rizzoli per Rizzoli Audiovisivi. Accanto a Sabrina Ferilli, protagonista maschile è Johannes Brandrup, noto al pubblico nelle vesti di San Paolo nell'omonima fiction televisiva e poi come Riccardo in Crociati. Qui ha il ruolo del capitano della Wehrmacht Hans Wiedemann. E' la vera storia di Angela Ghiglino, una donna di ideali antifascisti che s'innamora follemente di un capitano della Wehrmacht, per il quale abbandona la famiglia, rischia il linciaggio e sfida la morte pur di seguirlo al fronte. Hans è un uomo colto e intelligente, appartenente alla borghesia intellettuale di Francoforte, spinto a fare il proprio dovere di soldato dal senso dell'onore e dal patriottismo, consapevole tuttavia dell'orrore e della tragica inutilità della guerra. Il grande amore di Angela e Hans e i loro ideali renderanno possibile un'azione partigiana di enorme importanza strategica, militare e umana. "Esistono, fra le pieghe della Storia, eventi minori, a volte perfino privati, che ci sorprendono per originalità, per la loro sconcertante attualità. E' il caso di "Al di là delle frontiere" che Angelo Rizzoli ha rintracciato nello sterminato archivio delle vicende che narrano gli ultimi mesi di guerra, in Italia. Una storia di grande impatto emotivo, scandito dalla forza della sua protagonista, Angela Ghiglino, interpretata da una magistrale Sabrina Ferilli, infaticabile e preziosa alleata, come del resto tutti gli altri attori che hanno partecipato alla realizzazione di questo film. Tutti insieme, inquadratura dopo inquadratura, abbiamo portato alla luce questa storia e l'abbiamo raccontata con il massimo rispetto possibile, con la consapevolezza di sapere che il film al quale stavamo dando vita poteva in qualche modo diventare un prodotto non solo avvincente ma anche importante. Una storia d'amore impossibile fra due nemici, in tempo di guerra. L'amore che vince odio e devastazione. Amore come forza vitale, spinta di ricostruzione, fondamento di pace. Niente di più attuale. "Al di là delle Frontiere" è tutto qui. Una piccola metafora che, raccontando il passato come se fosse il presente, porta alla ribalta i sentimenti più puri di un irresistibile e al tempo stesso controversa attrazione fra due esseri umani eccezionali, prigionieri della violenza, travolti dalle macerie di un mondo in fiamme. Un'unione a prima vista impossibile ma determinante per raggiungere obiettivi altrimenti impossibili, tutt'altro che privati.

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