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Rassegna Stampa

Sabato 03  Febbraio 2007

Fondi, devastate dalle fiamme la presidenza e la segreteria dell'istituto «Don Milani»

Baby piromani a scuola

Dietro l'incendio potrebbe esserci la mano di uno studente. Sconcerto tra i professori

INCENDIO doloso alla scuola media «Don Milani ». Nottetempo ignoti si sono introdotti all’interno dell’istituto di via Toscana dando alle fiamme l’ufficio della presidenza e una parte della segreteria. Da accertare i motivi all’origine dell’episodio: una bravata Un messaggio intimidatorio? U n gesto emulativo? Oppure un tentativo di distruggere documenti didattici? Le ipotesi sono diverse, ma quello che più inquieta è il sospetto che ad appiccare il fuoco sia stato uno studente della «Don Milani». Ma veniamo ai fatti. A lanciare l’allarme intorno all’una e un quarto sono stati gli addetti alla vigilanza notturna. Partita la segnalazione, nel giro di qualche minuto, presso la « «Don Milani» è arrivata prima una volante della polizia e subito dopo una squadra dei Falchi di pronto intervento. Quando sono arrivati i vigili del fuoco di Terracina, le fiamme erano già state domate dai volontari della protezione civile diretti da Mario Marino. Secondo quanto accertato dal sopralluogo dei vigili del fuoco, i piromani si sono introdotti all’interno dell’ufficio della presidenza sfondando il vetro delle finestre che si trovano sul retro dell’edificio scolastico. Per appiccare il fuoco i piromani si sono serviti dei compiti in classe riposti all’interno di uno stanzino della presidenza. Le fiamme hanno subito interessato le tende allargandosi a tutta la stanza. Distrutta buona parte dell’arredamento. Stessa la dinamica dell’incendio che ha interessato la segreteria. La stanza si trova a due passi dall’ingresso del plesso. Anche in questo caso i piromani hanno sfondato le finestre e dato fuoco ad alcune carte da ufficio. Tutto è avvenuto in una manciata di minuti. Per questo si pensa che ad agire siano state almeno tre, quattro persone che si sono mosse simultaneamente. I danni, anche se ancora da calcolare, sono comunque ingenti. Gli interventi di ristrutturazione presso la «Don Milani sono stati ultimati soltanto poche settimane fa. Ieri, per quanto possibile, tra l’incredulità dei professori e del personale amministrativo, le attività didattiche si sono svolte regolarmente. Anche se diverse aule del piano superiore sono risultate inagibili essendo state completamente invase dalla fuliggine. Quattro classi sono state mandate a casa. Oggi tutto dovrebbe tornare alla normalità ma resta il timore che tra i banchi possa nascondersi un baby piromane

« È stato un alunno? Non posso pensarlo»

«NON voglio, non posso pensare che sia stato un alunno di questo istituto. Per noi professori sarebbe un fallimento». Antonino Cardinale, preside della scuola «Don Milani», è visibilmente scosso per quanto accaduto nella «sua» scuola. La dirige da ventiquattro e mai prima d’oggi si era trovato a far fronte ad un episodio così sconcertante. Qualche vetro rotto, delle scritte, alcuni furti. Cose così sono sempre capitate ma altra cosa è essere svegliati nel cuore della notte, arrivare a scuola e trovare il proprio ufficio distrutto dalle fiamme. Così è andata al preside Cardinale. Durante la notte ha partecipato alle operazioni di spegnimento e al sopralluogo della polizia, provando a capire, farsi una ragione di quanto accaduto: «Per la furbizia e le modalità con cui è stato appiccato l’incendio - dice - escludo che sia stato un nostro studente. Me lo auguro almeno».

La polizia segue una pista

NON sono stati distrutti né registri né pagelle nell’incendio dell’altra notte all’istituto «Don Milani». Per appiccare il fuoco è stato utilizzato materiale cartaceo preso a caso: temi e altra documentazione amministrativa. Un particolare che tuttavia non esclude l’ipotesi che i piromani possano essere studenti della scuola. L’attenzione degli agenti del commissariato di polizia diretti dal vicequestore Alessandro Tocco non stanno tralasciando alcuna ipotesi, compresa quella che ad agire, per vendetta, possano essere stati alcuni studenti un po’ più turbolenti, interessati da alcuni recenti provvedimenti disciplinari. Le indagini degli inquirenti naturalmente, vista la delicatezza del caso, procedono con la massima cautela.

Pierfederico Pernarella

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Ultimo aggiornamento: 02-mag-2008

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