
Domenica 15
Ottobre
2006
In Fiamme monte Guardiola e Sughereta
Pomeriggio impegnativo per vigili e
Falchi a Sperlonga e Monte San Biagio
SPERLONGA - C'è voluto l'intervento congiunto dei Vigili del fuoco,
dell'elicottero della Regione levatosi in volo dalla pista di Fondi e dei
volontari "Falchi" del presidente Mario Marino per aver ragione, a Sperlonga,
di un rovinoso incendio che si è sviluppato, poco dopo le ore 13, sulle
falde di monte Guardiola, la montagna che si specchia nel sottostante
suggestivo laghetto. Un pò di paura per alcune abitazioni vicine e il serio
rischio di ferite al patrimonio boschivo ed alla macchia mediterranea hanno
indotto immediatamente la sala operativa regionale della Protezione civile
ad attivare la squadra boschiva 11 A dei vigili del fuoco di Frosinone
operativi a Fondi, l'elicottero e i "Falchi". L'intervento è durato oltre
due ore ed è servito a limitare a cinque ettari di territorio bruciato il
danno provocato dagli irriducibili piromani di tutte le stagioni. Giusto il
tempo di riprendere fiato e una nuova chiamata, sempre dalla sala operativa
regionale, ha fatto correre gli stessi operatori a Monte San Biagio. In quel
comune un devastante incendio stava attaccando un montagna attigua la
sughereta di San Vito e, in questa operazione, si è aggiunta anche la
preziosa collaborazione del corpo forestale dello Stato, oltre che dei
Carabinieri della locale stazione al comando del m.llo Nania. Anche qui,
data la valenza ecologica ed ambientale della sughereta, posta sotto
protezione contro il rischio di scempi edilizi e contro l'assalto devastante
dei roghi boschivi, cè stata l'impegnativa azione sinergica tra CFS,
elicottero, Vigili del Fuoco di Frosinone, Carabinieri e dei Volontari
"Falchi" di Fondi. L'emergenza fiamme ha tenuto impegnato i soccorritori per
alcune ore, fino al calar della sera, in quanto le fiamme, oltre ad aver
attaccato una lussureggiante vegetazione boschiva e tanta macchia
mediterranea, hanno lambito casolari, pollai e stalle, creando problemi pure
a qualche capo di bestiame lasciato al pascolo libero. Grazie al tempestivo
intervento sinergico i danni si sono limitati a poco più di cinque ettari di
territorio.
ORAZIO
RUGGIERI