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Rassegna Stampa |
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Domenica 15
Ottobre 2006
Monte San Biagio, squadre antincendio impegnate fino a
sera nell'area protetta
Piromani alla Sughereta
Le fiamme hanno devastato tre ettari di uliveto.
Lambiti gli alberi secolari
Fiamme dolose alla Sughereta. Per tutto il pomeriggio di
ieri gli uomini del Corpo Forestale dello Stato, dei Vigili del fuoco e dei
Falchi di pronto intervento sono stati impegnati per avere ragione di un
violentissimo incendio nell’area protetta di Monte Pregata, che ha distrutto
circa tre ettari di Uliveto. Per spegnere le fiamme è stato necessario anche
l’arrivo dell’elicottero antincendio della protezione civile regionale di
stanza a Fondi. Scontata la natura dolosa delle fiamme, anche perchè alcuni
testimoni avrebbero addirittura visto i piromani allontanarsi un attimo
prima che le fiamme divampassero, peraltro partendo da almeno due punti
diversi. Nella zona della sughereta sono intervenuti anche i carabinieri
della stazione di Monte San Biagio, coordinati dal maresciallo Michelangelo
Nania, che seguono, insieme agli uomini del Corpo Forestale, la pista
dell’incendio doloso. Le fiamme hanno distrutto il vasto uliveto di Monte
Pregata e lambito i sugheri secolari della zona. In due ore è stato messo a
rischio un patrimonio naturale preziosissimo. Ancora una volta si sospetta
che ad appiccare il fuoco siano stati i pastori che lasciano i loro capi
allo stato brado sui monti Ausoni. «Ancora una volta - dice il presidente
dei Falchi di pronto intervento, Mario Marino - è stato provvidenziale
l’intervento dell’elicottero della protezione civile regionale che decolla
dalla base di Fondi. Grazie al coordinamento della Forestale, è stato
possibile bombardare dall’alto il fronte del fuoco che avanzava velocemente
e che rischiava di provocare danni ancora più gravi ad un ecosistema tra i
più delicati». Continuano, dunque, gli incendi boschivi. Le temperature
ancora alte rispetto alla media stagionare rischiano di aggravare il
bilancio che per la stagione estiva appena conclusa sarebbe stato meno
pesante che negli anni precedenti. Anche perchè, finita l’estate, molte
delle strutture locali antincendio sono state smobilitate e quindi vi è una
minore disponibilità di personale.
Maya Bottiglia |
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