
Venerdì 16
Febbraio 2007
Fondi, le indagini della polizia sull'incendio al deposito
giudiziario di via Ponte Gagliardo
Baby piromani per noia
Gli inquirenti seguono la pista
del vandalismo. Ingenti i danni provocati dal fuoco
INCENDIARI per noia. Sono in corso le
indagini della Polizia di Fondi sul rogo che nella prima serata di
mercoledì ha interessato il deposito giudiziario della ditta Parisella, in
via Ponte Gagliardo. Ieri mattina, nonostante la giornata di pioggia, gli
uomini del commissariato hanno effettuato un nuovo sopralluogo in cerca di
elementi utili alle indagini. Sono stati ascoltati anche gli addetti al
deposito. Per quanto non siano stati trovati inneschi, tutto lascia pensare
che si tratti di un incendio doloso. Appare davvero lontana, infatti,
l’ipotesi che automezzi e rottami accantonati da tempo in un angolo del
piazzale possano avere preso fuoco all’improvviso, per di più sotto la
pioggia. Ma c’è dell’altro: alcuni testimoni avrebbero udito uno scoppio
prima di notare le fiamme che si levavano dal piazzale del deposito
giudiziario. Peraltro non è l’unico incendio verificatosi negli ultimi
giorni: mercoledì pomeriggio sono stati dati alle fiamme due cassonetti in
via Umbria e via Risorgimento, mentre ieri alle 14 è toccato all’isola
ecologica che si trova nei pressi del mercato coperto di via Gioberti.
Episodi, gli incendi al deposito giudiziario e ai tre cassonetti, che
potrebbero essere collegati da un unico filo conduttore: quello degli atti
di vandalismo ad opera di giovinastri in vena di bravate. Il rogo al
deposito giudiziario, che si è sviluppato intorno alle venti di mercoledì,
ha danneggiato cinque auto, due cabine di camion, una motoape ed alcuni
ricambi accatastati nel piazzale, in uno degli angoli delimitati dal muretto
di recinzione. Sul posto, insieme alla polizia, sono intervenuti i volontari
dei Falchi, seguiti dai vigili del fuoco di Terracina. Proprio la
tempestività dell’intervento ha consentito di circoscrivere l'incendio ad
una cinquantina di metri quadrati e di limitare i danni, che ammontano
comunque ad oltre 10 mila euro.
Giovanni Stravato