
Domenica 07 Gennaio 2007
Un delfino ritrovato morto sulla
spiaggia di Sant'Agostino a Gaeta e una volpe è stata avvelenata a Fondi
Strage di animali nel Sud Pontino
Il mammifero è rimasto incastrato in
una rete da pesca, mentre l'animale selvatico carnivoro e rimasto vittima di
alcune polpette avvelenate. Intervento del direttore della stazione
zoologica provinciale Giampaolo Perretta
Un delfino è stato
rinvenuto morto sulla spiaggia di Sant'Agostino a Gaeta, Venerdi sera. A
fare la scoperta è stato l'ex assessore all'ambiente del comune Felice D'Argenzio,
che non ha esitato ad allertare la stazione zoologica provinciale.
L'infaticabile direttore Gianpaolo Perretta si è recato immediatamente sul
posto per analizzare le cause del decesso del cetaceo. In realtà il delfino,
della lunghezza di 115 cm, potrebbe essere morto da più di un mese, dato
l'avanzato stato di decomposizione in cui si trova. Ma ciò che è
saltato subito all'occhio di Perretta sono stati i segni di alcune lesioni
profonde riconducibili con assoluta certezza alla corda di una rete da
pesca. Un fenomeno purtroppo diffuso nei nostri mari. a fare emergere una
questione altrttanto spiacevole è stato il ritrovamento, ieri mattina, di
una volpe avvelenata sul monte Cucuruzzo a Fondi. L'animale, ritrovato da
alcuni cittadini, era stato colto dalle convulzioni. Il corpo dei 'Falchi
Pronto Intervento' che lo ha recuperato, lo ha in seguito consegnato al
direttore della stazione zoologica Perretta. Le cure immediate del
veterinario Giuliano Rucco sono state fondamentali a riportare il sistema
nervoso della volpe alla normalità, pur temendo complicazioni a fegato
e reni. "Si tratta chiaramente di un caso di avvelenamento da esteri
fosforici solitamente utilizzati per le classiche 'polpette avvelenate' " -a
commentato Perretta. Saranno gli agenti della Polizia Provinciale,
coordinati dal tenente Attilio Novelli, ad indacare sul caso. Non è da
escludere, tuttavia, che le polpette non fossero in realtà destinate alla
volpe in questione, ma che risultassero dai resti di un precedente attentato
agli animali del luogo. Il reato, punito dalla legge, denuncia un fenomeno
comunque preoccupante, che potrebbe avere origine dalle faide tra cacciatori
locali.
Irene Chinappi