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Il muro
Alto è il muro che fiancheggia la
mia strada,
e la sua nudità rettilinea si prolunga nell'infinito.
Lo accende il sole come un rogo enorme,
lo imbianca la luna come un sepolcro.
Di giorno, di notte, pesante, inflessibile,
sento il tuo passo di là dal muro.
So che sei lì, e mi cerchi e mi woi, pallido del pallore
marmoreo che avevi l'ultima volta ch'io ti vidi.
So che sei lì; ma porta non trovo da schiudere;
breccia non posso scavare.
Parallela al tuo passo io cammino, senz'altro udire,
senz'altro seguire che questo solo richiamo:
sperando incontrarti alla fine, guardarti beata nel viso,
venirti beata sul cuore.
Ma il termin sempre è più lungi, e in me non v'ha
fibra che non sia stanca; ed il tuo passo di là dal muro si scande a
martello sul battito delle mie arterie.
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