Frammenti da: Le
seduzioni
Così il male durò. Più tentatore
d'allora, a tratti, il tuo volto
m'abbaglia.
Curiosità di te mi punge il cuore,
desiderio di te me lo attanaglia.
* * *
Asprigna io sono e rido un poco
acerba.
Mordere più che accarezzar mi
piace
ed apparir più che non sia
superba.
Come il vento di marzo io non dò
pace.
Godo sferzare ogni anima sopita,
e trame l'ire a un impeto vivace
per sentirla vibrar fra le mie
dita.
* * *
Pur taciturno è il desiderio.
Saggio
sembra, ma in fondo alle pupille
cova
la vIolenza del suo cuor
selvaggio...
Poiché, se alcun le sue treccie ha
disfatte,
od impresse d'un morso la sua
gola,
o lasciò le sue labbra più
scarlatte,
ella è pur sempre quella che va
sola.
* * *
Voglio che la vertigine mi ruoti
a torno
a torno con fulgor di cento
faci e
la voluttà folle un momento
m'arda,
mi strugga sui suoi roghi ignoti.