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Notte bianca

10 settembre 2006

L’hanno chiamata “Notte bianca”, ma sarebbe stato più giusto definirla “Nessun dorma a Roma stanotte!”. Tutti i romani hanno partecipato a questa grande kermesse, a cominciare dai bambini ai quali sono stati riservati alcuno spettacoli pomeridiani a villa Borghese. Due milioni e mezzo di nottambuli hanno preso d’assalto tutti i principali appuntamenti organizzati. Proprio un fiume di gente in coda per vedere la coppa del mondo vista dagli azzurri a Berlino. L’inizio della manifestazione è a piazza del Campidoglio, gremitissima per vedere l’étoile Alessandra Ferri e Roberto Bolle, Gianni Morandi e Gigi Proietti. A Palazzo Valentini Carla Fracci. Dice il Sindaco Veltroni: «Il respiro dei tanti romani stasera ha mandato via le nuvole». In Via del Corso quasi si cammina a fatica, attenti a non calpestarsi……; ma la folla è anche in periferia fino a Ostia e a Castel Romano. È anche la notte della solidarietà, come in piazza della Bocca della Verità dove è in scena “La notte insuperabile” spettacolo della Fondazione Handicap con musiche e gare sportive. Ed è proprio qui che si dimostra come è grande il cuore di questa città. Anche l’EUR ci regala, con i fuochi di artificio e i giochi d’acqua, le musiche di Mozart. Che emozione nei musei vedere i celebri cavalli alati di Tarquinia; sentire Albertazzi a Torre Argentina nell’area sacra recitare i suoi monologhi. In questa notte magica, aperti al pubblico i Palazzi del Potere, ho ammirato al Ministero dell’Industria le vetrate di Mario Sironi. L’emozione però mi ha preso nel vedere al Ministero dell’Economia la scrivania di Quintino Sella. Piena Piazza del Popolo, con gli occhi in su per osservare le coreografie dei funamboli a venti metri da terra. Ho avuto la fortuna di conoscere la moglie di Luigi Montanarini con la quale mi riprometto di frequentare con molta soddisfazione da ambo le parti per ammirare le pitture di Luigi Montanarini e……… ricordare le parole di Libero de Libero che di lui scrive: «La storia di questo pittore è presto detta: “chiuso nello studio cerca le sua realtà dentro la pittura”. La storia dei suoi Autoritratti non è quella di Narciso; v’è un’ansia morale di conoscersi dentro la pittura, e il dubbio è d’essere tra luce e ombra. Il desiderio è di ritrovare la propria immagine al di fuori di ogni compiacimento». Ma i quattrocento eventi della lunga notte non esauriscono lo spirito di un avvenimento che ha riempito strade, negozi, pizzerie e alberghi portando un giro di affari di 132 milioni di euro! La Notte bianca è stata molto più di una festa. Roma è stata sospesa, in questa notte, tra sogno e realtà e mai come questa notte possiamo dire col poeta «Siamo degli gnomi sulle spalle di un gigante!». E il gigante è il passato illustre di questa incredibile realtà che è Roma.

Anna Maria Scarpati

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Ultimo aggiornamento: 02-mag-2008

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