Terrorismo
"L'Italia nel mirino". Blair non ci conforta: "Il
terrorismo attacca dappertutto".
"In pericolo le città d'arte"!
"Le città – scrive Italo Cavlino – sono un insieme di
tante cose: di memorie, di desideri, di segni di un linguaggio, di scambi,
di ricordi, di storia".
L'Italia mia è a rischio…… non voglio più leggere i
giornali, oggi vorrei essere analfabeta!
Io proprio, che ho sempre affermato la forza della
scrittura.
Ho sempre dovuto ammettere infatti che la scrittura è
l'invenzione umana di maggior valore dalle forme e dai disegni infiniti: il
cuneiforme, il primo tipo di scrittura cui seguirono quelli elaborati da
altre civiltà. Tutti, però, soddisfano una definizione generale: un sistema
di comunicazione fra gli uomini per mezzo di segni convenzionali legati al
linguaggio parlato. Gli Egizi usavano il papiro e i Romani scrissero con i 'calami',
cannucce appuntite; così io ho potuto leggere le "Vite parallele" di
Plutarco.
E a Pergamo nel 190 a.c. fu inventata la pergamena fatta
di pelli assottigliate e tese di pecora per un re che voleva una biblioteca
per tramandare la storia della sua terra!
L'alfabeto creato dai Fenici pose le basi per altri
sistemi di scrittura da quello greco che diede origine a quello latino. Ma
la svolta avvenne quando un Sumero, con una cannuccia incise delle figure su
una tavoletta d'argilla umida.
La scrittura, mi dico, nasce dal bisogno di registrare gli
avvenimenti della vita; se non ci fosse stata la scrittura io non conoscerei
la storia del mio eroe Achille e non avrei palpitato per le poesie di
Catullo……e quindi, grazie ai caratteri mobili di Gutenberg che innescarono
un boom di libri pubblicati e di alfabetizzazione, noi leggiamo gli
avvenimenti che accompagnano questo nostro cammino nel bene e nel male.
Come sarebbe bello prevedere lo studio comparato delle
discipline umanistiche e scientifiche che concorrerebbe al sapere condiviso!
Realizzare un confronto approfondito di analisi e valutazioni sui temi
importanti della nostra esistenza come la religione, la filosofia,
l'economia, il diritto e raccogliere l'esito in scritti destinati alla
pubblicazione e quindi alla divulgazione. Si costruirebbe così un componente
significativo per un dialogo che ci arricchirebbe tutti; e come scrive
l'ambasciatore Antonio Badini: "Le religioni, le politiche economiche
potranno divergere, ma un dibattito civile e costruttivo vorrebbe che ci si
astenesse dal ricorrere al discredito che è contiguo all'intolleranza".
È tempo di fare chiarezza sui valori essenziali che devono
sottostare a un dialogo costruttivo tra persone al di là della propria fede
e cultura.
E sul valore della sacralità della vita di tutti non si
deve transigere!
Anna Maria Scarpati