Voglia di Napoli
Vedi Napoli e poi muori, ieri motto di
antiquariato romantico, oggi una realtà struggente. Napoli é un ago che ti
entra nel cuore con un filo di fuoco rappezzando strappi dolorosi e
lasciando cuciture provvisorie che è difficile togliere. Ieri mi dicevo: il
ritorno a Napoli é sempre una scoperta, che non finisce mai di sorprenderti
con doni di vedute inaspettate, oggi ignobili mutamenti operati da
amministratori barbari mi feriscono più del fetore della "monnezza"".
Mio padre mi diceva: Mettiti in tasca una fetta di Napoli e il sapore caldo
della sua parlata;riempiti gli occhi della biancheria sventagliata al sole
che racconta la sua storia,guarda l'effervescenza dei colori,il dondolio
tenerissimo dei balconi.
Mai Napoli é stata giudicata e disprezzata come ora che é tanto avvilita e
furente. Nessuno richiama la sua storia,non ricordo dove ho letto queste
cose: <Razze brute si sono gettate su questa terra dolce e luminosa,la
sottomissione e la schiavitù sono state attraverso i secoli, il suo
destino. Il suo terreno é stato inzuppato di sangue. Un dolore remotissimo
risuona nel suo canto>
E' un paese stanco,incapace di sperare nel futuro,ma il problema di Napoli
si iscrive nel problema italiano,e non sopporto lo straniero e per straniero
intendo anche la mia gente del Nord che con arroganza indulge in una volgare
critica.Certo è difficile con una storia di sopraffazioni secolarii e da una
politica come questa attuale trovare la forza di sollevarsi ma io credo che
i napoletani questa potenzialità ce l'hanno,ma sarà dura finchè ci saranno
le attuali istituzioni. Eppure Bassolino quando ripulì Napoli dalla "monnezza
non raccolta" a piazza Plebiscito si parlò con civile entusiasmo di
Rinascimento Napoletano,ma non ebbe seguito, perchè?
Anche i Napoletani hanno le loro colpe è vero,e le critiche rivolte a
loro,le hanno avanzate già Cuoco e Saviano ma le autorità che contano non
hanno fatto nulla perchè essi stessi sono corrotti e approfittatori.
Non accetto critiche ai Napoletani perchè essi riescono a sopravvivere,a
tirare avanti ,perchè hanno fantasia,gioia di vivere,dimenticando le mille
amarezze che subiscono. Scrive giustamente Raffaele La Capria:"nella Bibbia
le piaghe d'Egitto erano sette,oggi le piaghe di Napoli sono tre:La
Camorra,la Classe Dirigente (Digerente) e la Classe Politica che da oltre
trent'anni ha il potere nella nostra Regione,tre flagelli biblici che
concorrono con metodi diversi allo stesso scopo,attraverso
appalti,concessioni,sovvenzioni e subappalti".
Ma io voglio ricordare Napoli senza luna,senza mandolini, senza i
" lazzaroni "; nel cuore voglio tenerla come un dipinto lontano da ammirarsi
a distanza per sopportare lo splendore del suo passato e goderne l'incanto
anche se oggi,tra una raffica di pioggia ,un mare nero,il cielo gonfio come
un paracadute di carta sporca, che ben si adatta al suo paesaggio
maltrattato, il mio cuore è triste e indulgente per questa regione tra le
più belle d' Italia.
Anna Maria Scarpati |
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