Ora tutto è cambiato
Quando camminavo ventenne sotto il
Pepe,
tra le pompose ville fasciste,
i nobilucci soltanto usavano
calessi d'alloro.
Ora tutto è cambiato:
i muri vestiti di zagarine ghirlande,
aranci, limoni e casarini,
su cui superbe campere, di spadette ornate,
filavano pensieri amorosi.
Ora tutto è veleno.
Le donne allora si facevano stirare
le calzette. E chi non le aveva?
Appena i piedi per camminare,
dentro la ciocia di vacca
aveva il bracciante.
Qualche bici scassata puzzava
di zolla selvina; la ranocchia verdona
a rotoli gracida nei votteri lezzi,
sposo segreto batte ancora
il grano sull'aia.
Colla mannaia legnosa, tosando la paglia,
cantavano in sandalo i pescatori
fondani sul pelo del lago salmastro.
Ora tutto è cambiato.
I monti chiudono il mio paese
in un dono di femmine dolci. |
Armando Taglivento |
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