"L'arte rivela ai cuori ciò che nessuna scienza può mai rivelare alle menti" - Virgilio

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Il filo di Arianna
Testo di Cati Biondi

Le cose troppo evidenti molto spesso passano inosservate come gli occhiali sul naso di chi li cerca. Questo capita in qualsiasi momento e specialmente quando, cercando un oggetto o volendo recuperare un pensiero sfumato, non sappiamo evitare di  sovraccaricare la mente. Inevitabilmente questo crea ingorgo mentale e affaticamento: elementi che ostacolano il nostro intento di ritrovare quanto ci sfugge e che vanamente rincorriamo. Questa premessa può sembrare banale ma se ci spostiamo dal campo delle esperienze quotidiane e, per un solo secondo, ci trasferiamo nel “Giardino” di Brian Mobbs ecco che l’irraggiungibile si fa palese ossia ecco che noi siamo il Giardino. Brian Mobbs ha saputo lasciare aperta la porta del suo Giardino segreto pur lasciando che tutti o quasi tutti credessero il contrario. Lui si è posto al centro e l’ha unito alla circonferenza. Se si impara a vedere si scopre che tutto il mondo potrebbe essere un Giardino ma il fatto è che nessuno si occupa di questo come se questo non meritasse ogni possibile cura, ogni nostra attenzione. Brian Mobbs lo ha costruito usando forme e colori, il suo giardino: a volte con consapevolezza e a volte, forse, con incoscienza ma ora quello che a me salta agli occhi nel suo operato è che tutto è Uno. In Arte si superano limiti inimmaginabili e si paga sempre un prezzo per questo ma si scoprono orizzonti insospettati e insospettabili che conducono a molteplici realtà per poi circoscrivere l’impossibilità di separare la pennellata dal dipinto e il dipinto dall’opera omnia. L’evidente richiamo alla freschezza dei sentimenti e alla ricomposizione di un “mosaico andato in frantumi” costituisce la trama di ogni lavoro artistico, di Brian Mobbs,   ispirato all’essere umano non separato dalla Natura. Questo è il tema costante o il filo d’Arianna in tutta la sua opera e questo lavoro di “tessere,” rincorse dissotterrate o inventate, per essere poi riportate allo splendore originale, costituisce l’evidenza di ciò che è e che riesce quasi impossibile  vedere: nella realtà multiforme e nell’essenza dell’arte. Questo mio scritto vorrebbe farsi fiore o pianta o, più semplicemente luce, per inserirsi in uno dei tanti  dipinti,  di  Brian Mobbs,  e  passare inosservato nella sua semplice evidenza, nella sua innocente purezza.

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