Le cose
troppo evidenti molto spesso passano inosservate come gli occhiali sul
naso di chi li cerca. Questo capita in qualsiasi momento e specialmente
quando, cercando un oggetto o volendo recuperare un pensiero sfumato, non
sappiamo evitare di sovraccaricare la mente. Inevitabilmente questo crea
ingorgo mentale e affaticamento: elementi che ostacolano il nostro intento
di ritrovare quanto ci sfugge e che vanamente rincorriamo. Questa premessa
può sembrare banale ma se ci spostiamo dal campo delle esperienze
quotidiane e, per un solo secondo, ci trasferiamo nel “Giardino” di Brian
Mobbs ecco che l’irraggiungibile si fa palese ossia ecco che noi siamo il
Giardino. Brian Mobbs ha saputo lasciare aperta la porta del suo Giardino
segreto pur lasciando che tutti o quasi tutti credessero il contrario. Lui
si è posto al centro e l’ha unito alla circonferenza. Se si impara a
vedere si scopre che tutto il mondo potrebbe essere un Giardino ma il
fatto è che nessuno si occupa di questo come se questo non meritasse ogni
possibile cura, ogni nostra attenzione. Brian Mobbs lo ha costruito usando
forme e colori, il suo giardino: a volte con consapevolezza e a volte,
forse, con incoscienza ma ora quello che a me salta agli occhi nel suo
operato è che tutto è Uno. In Arte si superano limiti inimmaginabili e si
paga sempre un prezzo per questo ma si scoprono orizzonti insospettati e
insospettabili che conducono a molteplici realtà per poi circoscrivere
l’impossibilità di separare la pennellata dal dipinto e il dipinto
dall’opera omnia. L’evidente richiamo alla freschezza dei sentimenti e
alla ricomposizione di un “mosaico andato in frantumi” costituisce la
trama di ogni lavoro artistico, di Brian Mobbs, ispirato all’essere
umano non separato dalla Natura. Questo è il tema costante o il filo
d’Arianna in tutta la sua opera e questo lavoro di “tessere,” rincorse
dissotterrate o inventate, per essere poi riportate allo splendore
originale, costituisce l’evidenza di ciò che è e che riesce quasi
impossibile vedere: nella realtà multiforme e nell’essenza dell’arte.
Questo mio scritto vorrebbe farsi fiore o pianta o, più semplicemente
luce, per inserirsi in uno dei tanti dipinti, di Brian
Mobbs, e passare
inosservato nella sua semplice evidenza, nella sua innocente purezza.