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Sahel

Sahel, bocca aperta alla disperazione
dalla fame e dalla sete di vita:
Sahel,sabbia rossa del deserto
che strozza le case e le piazze:
Sahel,tomba senza fiori di bambini
non lacrimati da occhi inermi di madri,
cui larghe tuniche nascondono l'offesa
di ossa trasparenti sulla pelle scura:
Sahel dai villaggi bruciati e dai granai vuoti,
dai pozzi secchi, dalle già avare falde esaurite,
dalle savane riarse,dagli arbusti scheletriti.
Sahel,terra non più terra ma polvere,
Sahel,dove il vento è anch'esso fuoco
e non asciuga i sudori ma screpola le fronti:
Sahel,abbandonato perfino dalle" piogge dei manghi ",
spina ancora inavvertita nel fianco grasso e satollo
di stati epuloni che piangono su tavole imbandite
parole e promesse di sera dimentiche all'alba.
Sahel ,che gridi aiuto col fiato appannato
dall'arsura, che levi le braccia scarne
perr maledire o invocare i fratelli in fuga
oltre gli orizzonti fioriti dell'egoismo assassino,
edoni accecati da idoli senza vene di amore:
Sahel, dimenticato nelle tenebre dell'ingiustizia
da fratelli che hanno smarrito l'immagine
stampata nel sangue di ognuno dall'inizio dei tempi,
ti chiedo perdono per me, per l'umanità assente,
ti chiedo perdono per la vergogna del tuo olocausto.

 
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Ultimo aggiornamento: 06-nov-2008

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