Solitudine
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Perfino il fiume ha perso
l'ansia del mare
e sprofondar vorrebbe
nel corso suo di sempre.
Spesse schiume di veleni
gli han tolto amiche voci,
volti immoti e benevoli ogni tempo,
lungo il tortuoso andare.
Non più specchio alle canne è il suo liquore
nè accampamento a sciami di cespugli
verdi e ridenti nei segreti anfratti.
Miasmi ingrassano il greto
vedovo di carezze.
Di stupri orrendi, testimone il sole
e il pianto verecondo di Selene,
vittima è in mille guise.
Secchi arbusti e malati
tamburellano al vento,
senza lacrime, un pianto di stagioni.. |
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