M'incanta
il passato
sentito sulle bocche
dei padri anziani,
al fresco della quercia,
al caldo
del camino.
M'incanta la cadenza
dei detti coloriti,
delle
parole sagge
che nascono dal petto.
Mi
culla
la pace del dialetto.
E
tutto
come un filtro
di magica malia.
Rivedo
antichi lidi,
ricordo antiche bocche,
risento antiche nenie.
Il
cuore che mi batte
chiudendomi la gola
mi dice
che io vivo
sentendo la mia lingua
sentendo la mia gente.
E' come l'incantesimo
che suscita nel cuore
la donna
a lungo attesa
e d'improvviso parla
guardandoti negli occhi.
E'
come l'acqua fresca
che mitiga la sete
a lungo contenuta.
E' come la carezza
del caldo nell'inverno.