Due Stampe, Una Storia
Due stampe di panorami di Fondi,
attualmente, pare, nella sede comunale, mostrano delle incongruenze che
lasciano dubbi sull’originalita` della seconda. Sono:
1)
“Les Porticelles Terminus Regni Neapolitani”
di Frans Hogenberg 1578, incisione su rame a colore
35cm. X 46cm.
2)
“Fondi” (Petite Ville de la terre de labour....) di J. Blaeu 1704
Ad
un attento esame appaiono evidenti i seguenti elementi sospetti:
Mi
pare di notare in un angolo del secondo quadro una “W”.
Willelm Blaeu, padre di Joannes,
famoso cartografo di quel tempo, aveva parlato, alle fiere di libri di
Francoforte e di Leipzig di un suo progetto di pubblicare panorami di
paesi di tutto il mondo.
Questo progetto non fu mai realizzato,
comunque riuscì a pubblicare molte raccolte, alcune contenenti stampe
“imprestate” da Frans Hogenberg, che a sua volta aveva ottenuto del
materiale da Ludovico Gucciardini. Ludovico aveva pubblicato una raccolta
di vedute dei Paesi Bassi nel 1567. Non sappiamo se questa veduta di Fondi
fosse stata di Ludovico (dovremmo trovare altre sue vedute e studiarne lo
stile per accertarcene) oppure sia un originale di Hogenberg.
Nel 1663 Willelm pubblicò alcune
vedute d’Italia in tre gruppi: Vaticano, Roma, Napoli e Sicilia, in 33
lastre. Nel 1682 Joannes pubblicò “Piemonte” in 69 lastre e
“Savoia” in 71 lastre.
Tutto il materiale in possesso di
Blaeu (dei Blaeu stessi e quelli acquisiti da Hogenberg e da un certo
Janszoon) fu susseguentemente acquistato da Mortier.
Pierre Mortier (1661-1711), francese,
viveva nella strada o area chiamata Vygendam in Amsterdam. Con il figlio
Cornelius conduceva un attività tipografica oltre che a vendere stampe
nel suo negozio; lo conferma la dicitura in fondo alla seconda stampa
“Se vend a Amsterdam chez Pierre
Mortier avec privilege”
Risulta chiaro che esisteva un
“commercio” di stampe e derivare delle versioni “differenti” per
soddisfare una piu` ampia clientela, una tentazione difficile a resistere.
Intraprendere un viaggio a quei tempi non era cosa da poco; uno era costantemente
in pericolo di essere derubato o peggio.
Penso che i Blaeu abbiano preferito il
modo più facile e più sicuro.
Riferimenti:
-
Collecting Antique Maps by
Jonathan Potter, 1999
-
Landmarks of Mapmaking by R. V.
Tooley, 1989
-
Tooleys Dictionary of Mapmakers
by R. V. Tooley, 1979
Fernando Seconnino con la
collaborazione di Heywood Becker (USA)