Benevolo patriarca,
chino alla tua fonte mi disseto
con la tua acqua sacra agli dei.(“Chi beve
quest’acqua non muore mai”
mi disse un pastore)
Nei grigi mattini col cielo
ti sposi nell’incerta foschia.
Gocce d’acqua pendono
come bozzoli
dalle tue tremule fronde.
D’inverno uno scialle bianco ti copre,
scende sui tuoi fianchi
come soffici capelli di donna.
Merletti di luce tra foglie di seta
al crepuscolo
giocano a rimpiattino.
Un pastore vorrei essere
sulle tue pendici;
dimenticarmi in una notte
di luna ai tuoi racconti di briganti,
tra le ondulanti ombre dei faggi
gentilmente nel sonno perdermi
alla ninna nanna dei campanacci.
Fernando Seconnino