La
musica della memoria
Le note musicali entrano a far parte del nostro patrimonio
mentale: formano immagini che attraversano il tempo e si trasformano in
ricordi...
La musica della memoria...
Un tempo molto lontano...negli anni Trenta: tanti bambini in
casa, vivaci, finché la madre – esasperata – li smistò quella sera verso la
casa della nonna.
Sul caposcala la vecchia sedeva, severa, dal sorriso parco,
non loquace di carattere.
E subito raccomandò di stare buoni...perchè c’era la festa!
Una stanza dalla porta spalancata che lasciava vedere alcuni
ragazzi – soltanto maschi – riuniti insieme per... la festa di Teodoro...il
nipote che partiva per il servizio militare.
Orfano di madre e – da sempre – affidato alla nonna.
Intorno a lui a festeggiare, ragazzi semplici, tutti avviati
ai vari mestieri, di breve scolarità. Buoni ragazzi, cresciuti intorno ai “mast”,
nelle botteghe artigiane dove l’artigianato diventava anche arte.
In un lato della stanza stava... il comò della nonna. Sopra,
bene in vista, una grande foto, probabilmente rubata ad un giornale del
tempo...Greta Garbo...incorniciata da uno dei presenti, apprendista
falegname.
Accanto al comò, un tavolino che ospitava il grammofono a
tromba: solitario e solenne.
La nonna silenziosa, seduta rigida sulla porta ad osservare e
a proteggere...
I bambini, accanto a lei, sui gradini, muti, incuriositi
dalla festa...
Il grammofono suonava, senza sosta: gracidava, faceva un po’
allegria e un po’ chiasso, sulle note insistite di una canzone d’amore,
allora in voga.
Il cantante – Vittorio De Sica – dalla voce calda e
melodiosa, ripeteva più volte...dal disco probabilmente unico nella casa:
“Parlami d’amore, Mariù,
Tutta la mia vita sei tu...”
I giovani ballavano al ritmo del grammofono con movenze
impacciate.
Greta Garbo – altera e splendida – osservava dal quadro sul
comò: lo sguardo seducente, il sorriso intrigante, gli occhi enigmatici, il
basco che abbracciava la capigliatura brillante ed esaltava la perfezione
del volto.
I ragazzi, davanti a lei, ad aggirarsi goffamente e a
sognare...Mariù...
E Vittorio De Sica, con voce penetrante, cantava mentre i
giovani a ballare – un po’ buffi per poco stile – trascinati dalla canzone
romantica che ...insisteva....
“dimmi che illusione non é...
dimmi che sei tutta per me...”
La musica incalzava creando emozione e batticuore...in
un’atmosfera estasiata...
“qui sul tuo cuor non soffro più..
parlami d’amore Mariù...”
Ma le pene d’amore dei ragazzi della festa si confondevano
con la pena di Teodoro...
La partenza per il servizio militare era una tappa
esistenziale importante per i giovani di altri tempi.
Vissuti - e costretti - nei silenzi e nelle chiusure della
provincia di allora, venivano così sbalzati improvvisamente nel mondo, in un
difficile approccio con realtà nuove e complesse, non senza disagi e
sofferenze.
La festa diventava pertanto un addio o un incoraggiamento,
tra sogni proibiti di...Greta Garbo e di Mariù...
Quella musica lontana attraversa gli anni e torna ancora...forse
per raccontare storie innocenti di tempi innocenti.
Settembre 2006
Fulvia di Sarra