Gli invisibili
L’Italia si
è trasformata da Paese di emigrazione a Paese di immigrazione.
Fenomeno di
valore sociale che, nel tempo, cambia la composizione della popolazione e le
sue valenze.
Anche a
Fondi si avverte il mutamento e capita facilmente di sentire suoni di lingue
straniere in un piccolo mondo a colori: gente di provenienza europea ed
extraeuropea.
Fenomeno
interessante che richiede impegno di interazione ed integrazione da parte di
tutti.
L’emigrazione si accompagna sempre a sofferenza. Va però riconosciuto che
chiunque offenda le regole della civile convivenza vada allontanato.
Laddove
invece ci sia attenzione alle regole e una corretta condotta di vita va
richiesta una generale sensibilità – priva di pregiudizi e condizionamenti –
nei confronti di esseri umani, di colore diverso, con cui ben convivere nel
reciproco rispetto.
A Fondi….
ragazzi africani o asiatici, dallo sguardo malinconico, un po’ soli nella
città, ad osservare il nostro passeggio festoso.
Ma sono…
invisibili: non li conosciamo, non sappiamo il loro nome e la
loro storia.
Figli di
nessuno…. Sono tra noi ma non esistono… non li vediamo, non li salutiamo…
Giunti qua,
spesso in maniera disperata, dalle periferie povere del mondo, attratti
dalle illusioni dell’Occidente e forse poi anche delusi…
Il ricco
Occidente a volte si mostra infastidito dall’invasione di quelli di diverso
colore, dei naufraghi, dei miseri.
Ma questi
hanno lasciato lontano affetti ed affanni per vivere le loro speranze tra
noi.
E, se sono
meritevoli, se si comportano correttamente, se praticano onestà e dignità,
essi vanno accettati quali esseri umani che – come noi – portano con se’
paure, speranze, desideri… sogni e bisogni …
Né va
dimenticato il loro apporto al nostro benessere in quanto impegnati in
settori – agricoltura e commercio – motori della nostra economia.
E, in tempi
lontani, anche i nostri italiani ebbero a conoscere l’emarginazione tra
popoli sconosciuti…
Nell’ospedale….il
nostro caro coniuge – già viaggiatore e conoscitore di realtà straniere – si
trovava in evidenti difficoltà.
Ad un tratto
arrivarono due giovani amici residenti a Fondi – un afgano ed un pakistano –
e li vedemmo sostare a lungo accanto al nostro, in un doloroso silenzio, e
piangere accoratamente.
A
dimostrazione che, al di là del colore, tutti sappiamo ugualmente amare e
soffrire.
Ci
è stato raccontato… un giorno ebbe luogo una verifica nel gruppo degli
stranieri; uno di questi - buon lavoratore, dal volto mite ed emaciato – per
sfuggire probabilmente alla incompletezza dei suoi documenti, nel terrore
cercò rifugio….all’interno di un mobile della casa. E…l’armadietto della
cucina lo rese invisibile… Nei giorni seguenti, si portava – serio e
silenzioso – a lavorare nelle campagne.
…La
domenica mattina…è tradizione fondana il mercato domenicale. Un mercato
opulento – per merci e presenze – e anche invitante.
Ma qua e là,
piccoli gruppi stranieri come una nota variopinta, tra colori di razze e
costumi. Sono angoli con merci povere, allineate con cura, a terra, in un
modo dimesso.
I venditori
stessi stanno da parte, come colpevoli, senza invadenza.
Ragazzi
venuti da un mondo lontano – con documenti e senza documenti – spesso senza
nome e senza diritti. La gente passa…i ragazzi osservano, tentano di
invogliare in una lingua contorta, attendono che qualcuno si fermi…ad
alimentare le loro speranze.
Accade a
volte che la scena si anima…: arrivano gli agenti preposti alla vigilanza.
Ed ecco i ragazzi agitarsi…a scambiarsi concitati segnali in lingue
sconosciute…e, via di gran corsa, a raccattare le mercanzie misere, nel
tentativo di salvare la loro…ricchezza. La corsa è affannosa ed, in fretta
si allontanano per scomparire tra la folla.
A terra
rimangono però le piccole merci sfuggite nella fuga, ormai disperse…perdute…
I mercanti
invisibili, di lontano assistono al loro sogno…finito.
E la gente
indaffarata passa oltre e…non vede.
Nelle
sere…in strade di gran traffico dove scorre la vita del commercio e delle
vacanze, le macchine sfrecciano e lampeggiano nell’oscurità. Ai margini sta
la fila degli stranieri, al termine di giornate lavorative nelle varie
nostre località; arrancano su biciclette mal ridotte…senza fari…pedalano in
silenzio. Il buio li avvolge e tinge ancora più scura la loro pelle fino a
renderli tutti…invisibili”
E noi non li vediamo.
Pezzi di
umanità dolente … figli di civiltà diverse, stanno tra noi a vivere ai
margini della nostra civiltà.
Ma lo
scambio di culture è proficuo, in un clima di buona convivenza e di
reciproco rispetto.
Fondi,
tradizionalmente ospitale, è oggi una realtà multietnica per la numerosa
presenza di giovani di varie razze venuti da molto lontano. Ma tutti
appartenenti all’unica “ razza umana…”, alla grande Famiglia umana.
Vanno
pertanto abbattute le barriere delle diversità… perché questi non si sentano
soli tra la folla o davanti a porte chiuse di una città indifferente.
Gennaio
2006
Fulvia di Sarra