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L'uomo dal nome biblico

Le cifre mozzafiato recentemente elargite dalla buona sorte e clamorosamente esibite dalle vetrine televisive, ci riportano a squarci di quotidianità lontana con altre lotterie, altre vincite e altri uomini.
Non era ancora esplosa "la febbre dell'oro" e la gente viveva grandi affanni sul filo della .. .speranza nella fortuna.
C'era a Fondi un uomo, amico della fortuna, che fabbricava sogni con una "riffa", una lotteria modesta, alla buona, che offriva in premio oggetti semplici, umili cose.
Si chiamava Samuele. Ma i nomi di allora - pur nati belli -erano inesorabilmente deformati dal "lessico familiare", perciò il nostro diventava Zamuèl, come pure ... 'Ssundjn per Assuntina, .. .Lunzjat per Annunziata, ...Matalen per Maddalena, ...Rajm per Erasmo, ...Gjalard per Gerardo, ...Dumjnch per Domenico.
L'immaginario del tempo molto spesso vivace, si impegnava nell'etichettare i nomi con coloriti soprannomi che talvolta, un po' perfidamente, traevano spunto da penosi problemi personali ...Flumen la stort ...Rafajel ju zopp ...Rajm sciacquitt ...Luret la scazzat ...non per scurrile aggettivo ma per una grave infermità degli occhi inondati da emorragia e cispa. Una poverina dagli occhi azzurri che nuotavano in un mare di muco, dallo sguardo opaco, indifeso. Faceva la lavandaia per conto di altri, nel fiume ogni giorno, per un piccolo compenso.
Gli anziani di allora non frequentavano la palestra, la farmacia, il dentista e l'oculista, per questo vecchieggiavano anzitempo nell'aspetto e nel pensiero.
Zamuel era un uomo simpatico, dalla battuta facile che lanciava a voce alta, nel suo passaggio per i vicoli: una norma pubblicitaria divertente che gli valeva l'attenzione generale sulle merci in palio.
Incedeva con passo leggero e allegramente si annunciava cantarellando un motivo dalla improbabile rima:
"... Jamm cca mo ' s ' tir ...Zamuel appis a ju fìl... ".
Di volta in volta variava le offerte, immancabilmente modeste, povere - pochi piatti, qualche pentola, qualche alimento - di grande interesse per i tempi.
Talvolta metteva in palio ...una gallina.
E mentre andava per i vicoli richiamava l'attenzione sollevando di tanto in tanto il volatile - afferrato per le zampe - per farne risaltare la bellezza o forse l'appetibilità.
Metteva poi la gallina sotto il braccio e questa, accovacciata, sembrava guardare il mondo con rassegnazione.
L'uomo dal nome biblico, con la gallina sotto il braccio, si aggirava per le strade e volgeva occhiate speranzose verso balconi e finestre che talvolta si schiudevano con curiosità.
Usava portare sempre - arrotolato sotto l'ascella - un foglio bianco con la numerazione degli aspiranti alla fortuna.
E quando le donne scendevano sulla strada, si avviava una contrattazione da pochi soldi, intomo all'acquisto del numero.
Nella sosta, Zamuel incoraggiava solleticando la bestiola per farne brillare il piumaggio e - vinte le incertezze delle clienti - andava infine alla firma.
Con importanza srotolava il foglio bianco lentamente, sul gradino della casa o direttamente sul muro, sotto lo sguardo della gallina e delle comari del vicinato, accorse in compagnia di tanti bambini.
La gallina delle speranze osservava la scena, ignara della propria condanna; le donne osservavano la bestia e già la immaginavano tra gustosi sapori ...nella pentola.
Il momento della firma: ...il padrone della riffa si poneva rigido, quasi un pubblico ufficiale, invitando a scegliere il numero da affidare alla fortuna.
Accanto a questo, con grafia traballante, le aspiranti si affrettavano a scrivere il proprio nome. Talvolta si sottraevano - per scarsa confidenza con la scrittura - e allora il buon uomo interveniva per stilare nomi e soprannomi, condotti spesso da involontarie licenze ortografiche.
Infine ...l'ora della estrazione.
Abilmente Zamuel sceglieva un punto strategico: una piazzetta e uno "scalone", uno dei tanti che connotavano le case del centro storico, quasi un osservatorio sulla vita della piazza.
Egli saliva - il gradino più in alto - e come un "tribuno" arringava la piccola folla, alimentando l'illusione di ...un pranzo speciale.
Alcuni allora ben conoscevano i morsi della fame tra i disagi della miseria.
La gallina paziente taceva e pensava, rassegnata alle occhiate avide dei presenti. Intanto, tra voci concitate, allegre battute e speranze gridate, ecco finalmente il numero fortunato, annunciato dall'alto della scala.
Un breve silenzio e subito, tra gesti di stizza, un coro di dissensi per l'occasione perduta, la fortuna mancata, la gallina involata…
La donna premiata - quasi a farsi perdonare la vincita - afferrava la bestiola e, stringendola a sé, frettolosamente si allontanava.
Nei presenti non rimaneva che l'amaro dell'invidia e la delusione del ghiotto piatto svanito, di quel buon pranzo …sognato e non avverato.
E tornavano a sentire i richiami di una grama esistenza.
Ricordiamo Samuele, con simpatia, per aver caratterizzato un'epoca, quando si passava la notte a sospirare la vincita di …una gallina.
E nelle notti miliardarie delle attuali lotterie: altri uomini, altri valori e forse altri incubi.

                                                Fondi, aprile 1999 - Fulvia di Sarra

 

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