Gabriella Scialdone
A cura di Giacomo E.
Carretto
Gabriella Scialdone, che
ora entra a far parte del nostro salotto, è un’autrice fantastica
(ognuno, dopo aver letto le sue opere, può scegliere il senso di questo
aggettivo), ma preferisce definirsi fantascientifica. La sua
ammirazione è divisa fra Dumas e Stevenson da una parte, e i suoi più
illustri concittadini dall’altra. Quindi, per citarla: “Non potendo citare,
che è il mio sport preferito, mi limiterò a parafrasare: ho fatto tutto
quello che hanno fatto Marco Polo, Giacomo Casanova e Goldoni, solo che loro
l’hanno fatto meglio.”
E’ socia dell’Accademia
Antico Poggio e noi soci ci siamo sempre chiesti se le sue molteplici
capacità siano frutto di quell’ammirazione, o se l’ammirazione sia una scusa
per viaggiare ed essere curiosa di tutto e conoscere tutti… quando dico
tutti, intendo tutti… provate a nominarle una qualsiasi persona nei vari
campi dell’arte, dello spettacolo, della scienza, e vedrete: con lei i gradi
di separazione sono sempre sei.
Gabriella Scialdone è
nata a Venezia, dove attualmente risiede.
Ha debuttato nel 1970
sulla storica rivista Galassia, pubblicando in seguito su Nova SF,
Ides et Autres, Solaris, Cavalieri Neri, Nueva Dimension, I Quaderni di
Black-Out, Urania Mondadori, Yorick, Palomar e sulle riviste
informatiche Delos e Passage d’Encres. Altri suoi lavori sono apparsi
su quotidiani e presso gli editori Stampa Alternativa e il Cardo.
Oltre che di letteratura fantastica, scrive per il cinema ed il teatro.
Sacrifica ogni sera ai
suoi numi tutelari, Alexandre Dumas padre e Robert Louis Stevensono (“quelli
che hanno inventato tutto”), che però sono sempre molto impegnati altrove.
I gatti della vecchia signora