Sul cancello
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Sul
cancello dei transiti depongo
fasci di
fiori alla memoria.
Di tanti
che lo hanno attraversato
ho udito
voci di preghiera
e visto
impronte dissepolte
da
vortici di tempo.
Farò un
raduno nel mio cuore.
Di
lontano si affaccia un'ombra lieve.
Si muove
lenta, piano, piano,
e mi
sorride dolcemente.
La
riconosco. Sono io, riflessa
nella
malinconia di un abbandono.
Quale
era l'anno, quale il giorno?
E forse
stato ieri il mio presente
o l'oggi
è nel ritorno
dell'esistenza che avverrà domani?
Fantasmi
danzano leggeri...
Sono le
schiere delle mie illusioni.
L'anima
si palesa
in gocce
di rugiada.
La breve
vita mi conduce
a soglie
di perdono,
annulla
il mio sgomento.
È
premessa di volo
oltre il
confine della morte.
Come la
dolce luna che rischiara
eternità
di cielo,
sarà il mio sentimento luce d'alba.
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