Vado diritta per la
mia via,
perņ questa via č ripida e scoscesa
mi fa tremar le gambe
che mi dolgono appena li tocco
e resto a meditare senza poter proseguire.
Poi decido e come una sonnambula
m'incammino; m'inerpico indecisa
cercando un appiglio per non scivolare
nel dirupo d'una voragine
che come una trappola d'un tratto mi appare.
Quanti abissi cercano di
travolgermi,
son tutti pronti ad inghiottirmi;
son tentacoli di una piovra
che mi stritolano le viscere
e fermano il mio andare e scivolo
senza avere la forza di gridare...
Cerco un appiglio tra lo sconforto
e acciuffo con forza i tenui fili del coraggio
che salgono e salgono e mi fanno proseguire
senza paura e tentennamenti e
ritrovo il mio mondo in cima alla mia mente.