Congedo
Và mio libro, và nelle case amiche;
nelle sedi degli umili e dei dotti,
dì lor dell'ansie mie, delle fatiche,
dei sogni infranti e delle insonni notti.
Porta del core le nuove e le antiche
note di pianto, i fremiti incorrotti,
le delusioni per le mete apriche
non raggiunte, de l'anima i prodotti.
E svela, o libro, l'intimo sentire,
i vivi sentimenti e la chiarezza
nel porre in mesti carmi la sventura.
L'ardente amor pei figli che perdura,
il grido che provien dall'amarezza,
la voce del dolor che fa soffrire! |
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