"L'arte rivela ai cuori ciò che nessuna scienza può mai rivelare alle menti" - Virgilio

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Io sono venuto
(per la compagna perduta)

Io sono venuto nella casa dove
Ti vidi e ti conobbi, son tant' anni:
Sono arrivato carico d'affanni
A darti dell'affetto mio le prove.
Dove ti vidi e lieto ti sorrisi

Io sono tornato, ma dolente e mesto,
E quì lo strazio mio ti manifesto
Or che del tronco i rami sono recisi...
Invan tra quelle tra quelle stanze t'ho cercata,
In questa casa invano sono venuto
Per darti come un tempo il mio saluto,
Perchè qui dentro, ahimè, non t'ho trovata,
pur m'e` parso di vederti ancora
affaccendata e lesta, e se la mente
col dolce inganno ti facea presente,
Ciò non è vero e tanto m' addolora.
Non t'ho trovato, oh no, mia dolce sposa,
E quelle mute stanze sono apparse
Gelide e vuote, tue cose scomparse
Con te, bell'anima amorosa!
Dentro quel tempio ove nacquero i figli
Più non ci sei, e ciò che mi tormenta,
Contro il destino l'ira non s'allenta
Or che provo del dolor gli artigli.
E tu giaci lontano dal bel suolo
Che nascere ti vide; oh che tortura!
Sicchè incessante la mia pena dura
E persiste più vivo e grave il duolo.

Giuseppe Incalicchio

 

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