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Rivedo

Rivedo I vecchi amici, I miei compagni
D'infanzia, curvi ormai sotto il peso
Degli anni, e stento un poco a riconoscerli,
Un nuovo volto, una fisionomia
Ben diverse riscontro e questo è il segno
Dell'età del travaglio e del dolore,
Li sapevo ben giovani robusti
Pien di volontà, di forza arditi
Di vivere e amare desiderosi,
Ed or son lenti e carichi d'acciacchi.
Chi li ridusse in quello stato bramo?
Gli anni cui pria fan crescere giocondi
Di speranze , di sogni e d'ambizioni,
E poi man mano riducono l'uomo
A lo sfacel, togliendogli il vigore
L'aspetto fiorito di una volta....
Rivedo i compagni non più sani,
E mi sovvien che non sono anch'io,
Quello d'un giorno. Non agile più,
E grave alquanto vado come loro,
Carico d'anni, d'illusioni e pene.
Tutto livella il tempo inesorabile,
E perde la baldanza ognun di noi;
Come la quercia annosa, così l'uomo.
Ma non dobbiamo perdere la fede
E la serenità che infonde in seno
La grandezza del cielo e delle cose
Con la fulgida luce di quel sole
Che beneficia piante ed animali
E dona al cuore una fortezza nuova.

Giuseppe Incalicchio

 

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