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Libero de Libero e la sua terra
(di Anna Maria Scarpati)

«Se dovessi confessare a chi andrà il mio ultimo palpito, io direi che a Fondi, alla mia terra ciociara esso andrà e non per dirle addio. Io resto là».

Libero De Libero

La Ciociaria conserva forse più di ogni altra regione italiana profonde tracce della civiltà romana.

I suoi costumi, le sue tradizioni, i suoi riti ci suggestionano come una testimonianza di una civiltà scomparsa..

Le ciocie, ad esempio, derivano dalle calzature militari romane; l'usanza di "portà gliu recunsolu", cioè portare il pranzo ai parenti del defunto, è una sopravvivenza dell'uso funebre tipico del mondo classico. Lo stesso dialetto, non essendo stato contaminato da altre parlate, proprio per la posizione geografica montuosa ed impervia, rivela la discendenza dalla lingua latina; basti ricordare la desinenza !'u" al posto della "o" dei nomi e degli aggettivi maschili ed alcuni vocaboli latini rimasti inalterati. A Lenola, per esempio, qualche strada del paese viene chiamata ancora "rua di", dove rua non è altro che "ruga" del lessico latino. «E nella stessa Lenola», annota Mario Musillo, «fino a qualche tempo fa, sulla bocca di qualche vecchio abitante, si coglieva l'espressione "vacu cuvelle" che era la risposta che nell'antica Roma dava colui che passeggiava, senza alcuna meta precisa, a chi gli chiedeva dove andasse. È questo, un fossile linguistico della latinità, derivante da "quo velis", come risposta alla domanda "quo vadis"».

Ma la Ciociaria di De Libero, non è solo una regione che affonda le sue radici nel passato, né solo una terra di gente robusta atta al lavoro dei campi e i suoi abitanti non sono soltanto «leali, laboriosi e incolti» anche se la letteratura ha continuato a vedere il ciociaro forte ed analfabeta. Basti pensare a come Moravia descrive la vallecorsana: «Tuda aveva un difetto: non sapeva né leggere né scrivere [...]. Al primo sguardo, che era di buona razza ciociara, proprio di quelle che sono capaci di zappare per una giornata filata senza rifiatare, o pure di portare sulla testa, per i sentieri di montagna, un cesto del peso di mezzo quintale». E Gianni Rodari, nella sua novella Il discorso inaugurale non si discosta dal solito clichè del ciociaro: «Stamane, signori, levatomi per tempo ed ascoltata la messa, ho chiamato la mia fedele domestica, ciociara e analfabeta, e l'ho pregata di scegliere i diciotto elementi necessari alla comprensione del discorso odierno».

Sembra quasi logico, che la cultura ufficiale, senza operare sforzi di ricerca su un popolo tra i più intellettualmente vivi d'Italia, seguiti a dare notizie cosi superficiali.

Il canto di De Libero riscatta la Ciociaria, riscatta noi ciociari.

E adesso domandiamoci quali siano stati i rapporti di De Libero con Fondi e con i suoi concittadini, in proposito occorre premettere due considerazioni: una di ordine generale "nemo propheta est in patria sua"; l'altra riguarda il carattere di Libero: generoso, comprensivo, sincero, scontroso, suscettibile "qualità" proprie di noi fondani.

Sicché i rapporti tra Libero ed i suoi concittadini non furono sempre facili. Scrive Mario Mosillo su Confronto del 23/6/1983: «Quando su un quotidiano romano de Libero pubblicò un articolo intitolato Ritratto del mio paese non piacque ai benpensanti di Fondi e un rappresentante della piccola borghesia fondana gli rispose con un volantino o un manifesto -non ricordo -per contestare quanto scritto da de Libero. Da questo episodio, secondo me, nacque una certa diffidenza del grosso pubblico fondano verso de Libero, il quale sensibile com'era, la recepì perfettamente».

L'incomprensione dei concittadini non valse tuttavia a distaccare De Libero dalla sua terra, nei confronti della quale egli dimostrò sempre un amore consapevole, fatto di passione civile e di impegno nel custodire gelosamente il patrimonio storico e le caratteristiche umane della sua gente. E ne è esempio il "Premio Val di Comino" che il poeta volle proprio per salvaguardare, nella sua interezza, la tradizione fondana.

(da “Libero de Libero e la Scuola Romana”) 

 
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Ultimo aggiornamento: 06-nov-2008

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