Giulia Gonzaga
Contessa di Fondi
autore LUIGI MUCCITELLI - international @ copyright
Giulia Gonzaga, personaggio di spicco del Rinascimento
Italiano, nacque a Gazzuolo Mantovano nel 1513 da Ludovico Gonzaga e
Francesca Fieschi, ramo cadetto della Famiglia Gonzaga di Mantova, potente
per il vassallaggio sotto l'imperatore Carlo V di Spagna. Dalla
tenerissima età ebbe lezioni in casa da un frate, com'era d'uso a quei
tempi, per essere rigorosamente preparata al cattolicesimo. Cosí come le
impartirono lezioni di buone maniere, nei cerimoniali, per essere pronta a
sapersi destreggiare, una volta assunto il ruolo di dama di corte. Oppure,
secondo i voleri paterni, essere prescelta per contrarre matrimonio con un
nobile potente e ricco, non importava se vecchio, vedovo o deforme. Anzi,
impegnandosi a procreare un erede maschio ne avrebbe amministrato
legalmente il patrimonio paterno.
Questo fu il triste destino di Giulia Gonzaga chi,
ancora in pubere età, fu oggetto di trattative matrimoniali nel Centro
Culturale di Isabella d'Este in Via Giulia a Roma, che era frequentato
dalla nobiltà romana, tra cui il Conte di Fondi Vespasiano Colonna.
L'incarico ufficiale fu affidato al Cardinale Pirro ed a Luigi Gonzaga,
fratelli della ragazza. Cosí furono concordati i codicilli del contratto
di matrimonio per procura.
Giulia Gonzaga arrivò nel 1527 nella Contea di Fondi,
all'età di 14 anni, mentre il quarantenne marito Vespasiano Colonna
partecipava al "Sacco di Roma", lo stesso anno in cui il Papa Clemente VII
e Carlo V abbracciarono insieme la Croce in atto di pace. Poi, non
contento, si era spinto verso Paliano per vendicare la morte del padre
Prospero Colonna, ma venne ferito a morte. Ebbe appena il tempo di firmare
le proprie volontà testamentarie in cui prevedeva il matrimonio della
figlia Isabella con Ippolito de' Medici, nipote del Papa Clemente VII che
subito lo nominò Cardinale di Santa Prassede.
Isabella Colonna, figlia di Beatrice Appiani, prima
moglie del padre, si mostrò subito insofferente verso la matrigna Giulia
Gonzaga che nelle vesti di vedova e Contessa di Fondi assunse pieno
potere. Nel frattempo, il Cardinale Ippolito de' Medici, frequentando la
Corte di Fondi, pare si fosse invaghito anche lui della bella Giulia
"dolce e potente", chi preferiva alla promessa sposa Isabella. Da tener
presente che matrigna e figliastra erano coetanee. Nel 1528 avevano appena
15 anni, quindi, dato il carattere aspro di Isabella, Ippolito pensava di
rifarsi con Giulia che aveva un'anima gentile, buone maniere e potere.
Ma nella contesa s'inserí Luigi Gonzaga "Il
Rodomonte", fratello di Giulia che gli diede appoggio nello sconvolgere il
cuore della figliastra che cedette al fascino dell'uomo possente, capitano
di Carlo V che la sedusse e se la portò a convivere nel Castello dei
Borgia a Civita Castellana. In questo modo, patrimonio e potere rimanevano
nelle mani della Famiglia Gonzaga di Gazzuolo Mantovano.
Ma il Papa Clemente VII ne fu irritato, non volendo
recedere dal contratto matrimoniale in favore del nipote Ippolito.
Tuttavia, alla fine, fu costretto ad annullarlo, di fronte allo stato di
gravidanza di Isabella e pressato anche da Carlo V che tutelava gli
interessi del suo capitano Luigi Gonzaga.
Isabella Colonna e Luigi Gonzaga, legalizzata la loro
unione, tornarono a Fondi dove, il 6 dicembre 1531, nacque Vespasiano
Gonzaga, il sospirato erede e futuro Duca di Sabbioneta che pose fine alle
dispute di famiglia.
Un anno dopo, nel 1532, anche Luigi Gonzaga venne
colpito a morte durante un assalto a Vicovaro. Spirò fra le braccia della
sorella Giulia alla quale raccomandò di avere cura del figlio Vespasiano,
farlo educare da buoni maestri e aiutarlo nell'ascesa politica europea.
La madre Isabella, intanto, non aveva perso tempo a
contrarre nuove nozze con il Principe Filippo di Lannoy e reclamava anche
l'affidamento del figlio. Ma con sentenza di legge il piccolo Vespasiano
venne dal nonno Ludovico passato alle cure della zia Giulia che se lo
portò a Napoli per farlo istruire dai migliori maestri. Poi, lo portò alla
Corte di Spagna, quale paggio d'onore del Principe Filippo II con il quale
ben presto intraprese la sua ascesa politica che lo portò ad essere un
"Grande di Spagna" ricevendo l'onorificenza del "Tosón d'Or".
Nello stesso anno 1532, il pittore Frà Sebastiano del
Piombo, discepolo del Tiziano, realizzò in Fondi il ritratto piú celebre
di Giulia Gonzaga, un olio su tela di cm. 91 X 74,5, riportato in
copertina del libro di Luigi Muccitelli con testi italiano-spagnolo, opera
che oggi si trova presso il Museo del Palazzo Ducale di Mantova. Realizzò
anche una miniatura su carta cm. 13,5 X 10,5 su commissione del Carddinale
Ippolito de' Medici che se la portò nel portafoglio quando s'imbarcò sulla
Flotta di Carlo V per andare a combattere e scacciare il pirata Keir
ed-Din, il Barbarossa.
Giulia Gonzaga, nel frattempo, già si trovava a Napoli
per meglio proteggere il nipotino Vespasiano, probabilmente a conoscenza
del pericolo e dei danni che il pirata turco stava causando lungo la costa
tirrenica. Su questo fatto molto si è scritto e fantasticato sul mancato
ratto della bella Giulia Gonzaga che Keir ed-Din, il Barbarossa, avrebbe
voluto portare in dono al sultano Solimano II. Ma da una cronaca del
tempo, relata dal Viceré di Napoli (Pedro de Toledo!?), il 30 settembre
1534, si descrivono dettagliatamente i danni subiti, da Otranto a Fondi,
ma non si accenna minimamente al fallito rapimento. Il Barbarossa, secondo
il documento, venne fatto entrare pacificamente nella Città di Fondi, anzi
ricevette le chiavi del portone principale dall'amministratore di fiducia
di Giulia Gonzaga (Lopes de Soria) e non si parla nemmeno di danni subiti.
In una precedente relazione, sempre inviata da Napoli
il 23 febbraio 1534, si elencano minuziosamente le navi ed equipaggiamenti
che i cantieri europei dell'impero spagnolo stavano costruendo per una
Grande Flotta che doveva combattere e scacciare l'Armata Turca dalle acque
mediterranee.
Infine, per chiudere questo breve capitolo sulla
triste sorte della Contessa di Fondi Giulia Gonzaga, va rilevato che è del
tutto "assurdo" che chiunque potesse vendere a qualcuno, meno al pirata
turco Barbarossa, la Contea di Fondi ché era patrimonio di stato, in
quell'anno 1534 già in eredità al piccolo Conte Vespasiano Gonzaga e che
venne, di volta in volta, passata ai discendenti delle famiglie
Colonna-Gonzaga-Carafa di Stigliano. Quindi, nessun complotto, nessuna
eresia si può sostituire allo svolgimento reale della storia europea, fino
alla Rivoluzione Francese che prese potere nel Regno di Napoli.
N.B.
L'autore è in possesso di inoppugnabili documenti, in
esclusiva mondiale, alcuni pubblicati, ringraziando per la concessione l'Archivo
General de Simancas in Valladolid, Spagna. Storici, studiosi ed amatori
possono via Internet chiedere informazioni a:
luigimuccitelli@tiscali.it