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Relazione 30/9/1534

Parte della relazione inviata il 30 settembre del 1534 a Carlo V dal vicere` di Napoli (per gentile concessione dell'Archivio Generale di Simancas, Villadolid- Spagna. Tradotto e reso disponibile da Luigi Muccitelli)

"Quelli che si servirono riferire alla V.Mtà che l'Armata di Barbarossa aveva rubato, distrutto e bruciato molte località della costa di Calabria, Sperfonga e FONDI si sono allargati piu di quanto è stato, e seppure di questo è stato dato conto alla V.Mtà, a breve tempo non trascurerò di darne resoconto. Perciò dico Sacra Maestà e ribadisco che già prima si aveva notizia e c'era ragione di pensare a quanto accaduto a Otranto, Brindisi, Monopoli e territorio di Bari, Bisceglie, Trani, Barletta e Manfredonia, fino a Monte SAngelo, che è che è tutta la Puglia Li si pose tanto buon ricordo, come convenia al servizio della V.M.tà e per difendere come per offendere i nemici con la Fanteria Spagnola e la gente di terra e i castelli provvisti di mezzi e di tutto ciò fosse necessario a riunendo bambini e donne nel retroterra aperto e nei fortini. E nella costa di Calabria si premunirono i territori importanti come quelli di Crotone, Cosenza, Ripalta e tante altre zone marine piu` importanti. E V.Mtà deve sapere che tutto il resto di detta costa è fatto di casolari e campi aperti e che in tutti si doveva predisporre la Fanteria composta da un numero maggiore di persone e in questo Regno S.M.tà è molto soggetto al mare in quanto la parte pia larga in Calabria, da un mare all'altro, misura XXIX o XXX miglie e, come detto, siccome è tutta costa marina, si è tenuto poco conto che l'Armata dovesse fare la rotta che ha fatto, anzi sono stupito del poco danno avuto, in quanto se hanno saccheggiato Santo Nocito, è stato perché non vollero difendersi, senza proteggere i territori, e lo stesso fecero nel citraro dove né soldato nè altra persona si fermò né osò sperare ma tutti presero le proprie cose e si rifugiarono sulle montagne, e solo fecero danni nel bruciare le barche.
A Sperlonga e Fondi si che cento uomini fecero fronte e non passarono , il sindaco di Fondi, pero`, per paura consegno` il castello ma non fecero danno alcuno nei territori di dominio, in quanto gli uomini erano avvisati di stare all'erta, cosi` in altri campi dove scorsero qualche resistenza non si azzardarono. Quindi, come dissi a V M.tà, sarà informato da Garcia Lasso il quale ritarda nel dare il resoconto dettagliato e particolarmente in ciò non mi dilungo piu` di tanto."

 

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