Vento di Brughiera
Dalla prefazione di Gerardo Vacana
"È
un risultato non da poco per Manfredo di Biasio essere passato
attraverso una memoria deliberiana lungamente e fecondamente attiva ed
essere riuscito a conquistare uno spazio sempre piu ampio e ben
delineato per la propria poesia, raggiungendo una sicura originalità. Il
risultato è tanto piu apprezzabile quando si consideri che la poesia di
di Biasio, come quella di De Libero, pur non mancando di una corda
ironica, ha tuttavia anch'essa un carattere essenzialmente lirico ed
elegiaco. Si aggiungano la comune nascita fondana, la precoce conoscenza
dell'uomo e dell'opera fatta a poco piu di vent'anni e un'amicizia
durata fino alla morte del molto piu anziano poeta, grande faro degli
scrittori e degli artisti della zona, a partire dalla generazione di De
Santis e di Purificato fino ad oggi. Circostanze, queste, che rendevano
piu ardua e, quindi, degna di maggiore stima la conquista, da parte di
di Biasio, di una propria autonomia di scrittore. Leggendo la ricca
antologia Dal sangue alla polvere (Edizioni Confronto, 1997), bel titolo
che fa il paio con l'emistichio caproniano "dal sangue al sasso" e che
raccoglie la produzione dal 1960 al 1996, possiamo seguire da presso
l'itinerario poetico di di Biasio e constatare un progressivo
affinamento (proprio nel segno del rigore e del labor limae raccomandati
da De Libero) e insieme la conquista di una voce sempre piu personale e
autentica, di un equilibrio sempre maggiore tra la fedeltà al Maestro e
quella alle proprie piu intime ragioni.
A distinguere nettamente la poesia di di Biasio da quella di De Libero
vi sono esperienze di vita e caratteristiche di stile radicalmente
diverse. Le ferite, i traumi, le disdette di De Libero (a parte il
dramma della guerra) vengono soprattutto dai lutti familiari e da
esperienze amorose particolarmente intense e dolenti; quelle di di
Biasio, invece, da dure esperienze di lavoro e da un lungo e sofferto
soggiorno americano, del quale sono materiati la raccolta di poesie
Stagione propizia e il volume di racconti Il vecchio di Staten Island
(Cultura Duemila, 1994), tutti di qualità prestigiosa, per linearità,
essenzialità, giustezza di tono e verità, a testimoniare di un di Biasio
anche autentico narratore, quale De Libero auspicava fiorisse accanto al
poeta. Altra distinzione profonda è nel diverso atteggiamento nei
confronti del paese di origine: di amore/odio, di mal taciuto
risentimento e lamento per torti subiti (parte veri, parte immaginari),
di finale ripudio da parte di De Libero; di una fedeltà, di un amore
incondizionato e totale da parte di di Biasio. Ma le differenze che piu
contano riguardano lo stile: ellittico e corrusco al massimo quello di
De Libero, come lo richiedevano il suo temperamento e la modernità degli
anni Trenta; piu pacato e disteso quello di di Biasio, ed è questa la
caratteristica maggiore della piu attuale modernità sua e di molta
poesia della seconda metà del secolo scorso.
Questo Vento di brughiera è bilancio di vita, cammino a ritroso verso il
passato anche piu remoto, affollarsi di ricordi e rimpianti nella prima
sezione; è soprattutto una trama di presagi (parola chiave) nella
seconda; mentre su tutto il volume soffia un vento che è simbolo del
veloce, inesorabile e indifferente trascorrere del tempo terreno..."