Camera bianca
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Camera
bianca, ho veduto
in te chinarsi la vita irruente
un gelido novembre all’estremo.
Dopo te si prosegue
come figli d’un naufragio
e restano recluse nel profondo
le notti solcate da gemiti,
le albe al neon precoci.
Sul ricordo sarà fiore
il pettirosso venuto mai stanco
sull’aquilone di ferro
oltre l’arco della finestra.
Mi dirà del pianto d’un bimbo
sorbito dal cuore a goccia a goccia
un pomeriggio lungo d’attesa.
Manfredo Di Biasio |
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