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Il
filo di fieno desolato
accanto al muretto di cemento
non può far ricordare
il grano che indorava
il giugno di questi campi.
Deserta di voli è la pianura:
quasi tempo di guerra è per gli uccelli
profughi in montagna
senza un miraggio di ritorno.
Cosa rimane di ieri
che possa gli occhi rincuorare
dell’ora grave sopravvenuta?
Poteva la vita approdare
in un Eden rinnovato
ora che l’uomo muove
i passi per altre sfere.
Incontaminata
nella dischiusa memoria
mi resta una marea sconfinata
d’erba e papaveri sanguigni
in festa nel sole.
Manfredo Di Biasio |