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Maria Luisa Spaziani
A cura di Anna Maria Scarpati

Ho un desiderio bizzarro di entrare nelle case degli scrittori che ho amato con l’ineffabile desiderio di catturare qualcosa di più, di sentirli più miei, di aggiungere luce al fascino delle loro pagine scritte. E il luogo che mi ha attirato col cuore, è stata la casa della grande poetessa Maria Luisa Spaziani, che non è una casa ma un deposito di libri e tu devi stare attento a non calpestare le montagne dei classici, la collina dei moderni, la strada ferrata degli aspiranti scrittori che vogliono il conforto della poetessa dagli occhi magnetici che hanno affascinato più di un poeta. Oggi mi spiego quello che diceva de Libero di lei : “Ha gli occhi viola da orientale.” Se per Maria Luisa Spaziani tenere un dialogo sia pure da lontano con de Libero era fra le sue più grandi aspirazioni, la mia aspirazione ha superato l’orgoglio di essere ricevuta nella sua casa museo e sentirla parlare con «la sua arte del dire» di Montale, Luzi, Sinisgalli, de Libero. Le ore sono volate affollate di personaggi cari a noi due. È stato un pomeriggio indimenticabile anche se io ho dimenticato la pianta di peperoncino di Fondi comprato espressamente per lei. Ha sorriso dell’orgoglio di Fernando Seconnino di averla vista in TV dall’Australia e sommessamente ha detto: «Il poeta deve svegliare la sensibilità e comunicare valori». Ecco la biografia della più grande poetessa italiana  vivente, tre volte candidata al premio Nobel, nata a Torino ma con gocce di sangue cociaro. Lo deduciamo da una lettera inviata il 27 dicembre 1954 a Libero de Libero; facendogli gli auguri Maria Luisa Spaziani scrive: “Siamo, se non altro,ciociari”, e questo ce la rende ancora più cara.

---> Maria Luisa Spaziani: un’icona della poesia <---
Intervista di Bianca Maria Simeoni

Maria Luisa Spaziani (Torino 07-12-1924)

Poetessa, collaboratrice di vari giornali e docente universitaria di letteratura francese, è autrice di versi inizialmente vicini all’esperienza dell’ermetismo. In seguito tendenti a ritmi più distesi e narrativi. Scrive Giuliano Manacorda che la sua poesia “nasce nel sole profondo della tradizione ermetica, ma per usufruirne ed essere già fuori” e l’autobiografia e il verso sono tutt’uno con la gioia per la nascita della sua poesia.

Nel 1942 fonda una rivista di poesia “ Il Dado” (Editrice Spaziani, Torino, Via Pesaro n. 22-26 – tel. 280968) e di critica alla quale collaborarono Virginia Woolf, Sinisgalli, Pratolini, Montale e Penna. Traduce classici e contemporanei dal francese, dal tedesco e dall’inglese.

La poesia di Maria Luisa Spaziani si è affermata nel corso di quasi mezzo secolo dalle “Acque del Sabato” (1954) fino ad oggi.

Dopo un inizio suggerito dalla tradizione ermetica la Spaziani è stata capace di crearsi una propria storia poetica che troviamo nell’“Utilità della Memoria” (1966).

Pregevole è il (piccolo) romanzo “Luna Lombarda”.

Del 1970 è “L’occhio del ciclone”, descrizione appassionata del mare della Sicilia e dei boschi della Calabria.

Nei versi raffinati di “Transito con catene” (1977), la Spaziani dà dimensione alle circostanze con lingua chiara e forte. La stessa voce la troviamo nella “Stella del libero arbitrio”.

È del 1990 il romanzo in ottave “Giovanna d’Arco”, il libro più caro e fortunato della scrittrice.

Dopo “I fasti dell’ortica” (1996) esce il libro “La traversata dell’Oasi” (2002), una raccolta di poesie d’amore che costituiscono una specie di diario lirico, un raffinato messaggio di poesia.

Le sue opere:

Le acque del sabato                                        (1954)

Luna lombarda                                               (1959)

L’occhio del ciclone                                        (1970)

Transito con catene                                       (1977)

Geometria del disordine                                   (1981)

Utilità della memoria                                        (1986)

La stella del libero arbitrio                                (1986)

Romanzo in ottave “Giovanna d’Arco”                 (1990)

Torri di vedetta                                              (1992)

Teatro: L’isola Tiberina                                    (1992)

Jardin d’été palais d’hiver                                 (1994)

Raccolta di racconti “La Freccia”                       (2000)

La Traversata dell’oasi                                     (2001)

Poesie della mano sinistra                                (2001)

Poesie

da “Le Acque del Sabato”  da “Utilità della memoria” 

Ricordo una stagione

L’Addio
Lettera 1951 II
Van Gogh, Parigi azzurra...  III
30 giugno
Il Caminetto
da “L’occhio del ciclone”   da “Transito con catene” 
Via del Babuino Eri un roseto. Il fiato che si smorza
II(b)

da “La stella del libero arbitrio”     
 
da “I fasti dell’ortica”
Mia madre in visita   Dialogo con la Sibilla

                                      

                       
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