"L'arte rivela ai cuori ciò che nessuna scienza può mai rivelare alle menti" - Virgilio

La Portella
Salotto Culturale Fondano

Home  Info

Under Construction

        Ristorante Riso Amaro

Maria Luisa Spaziani: un’icona della poesia

Intervista di Bianca Maria Simeoni

Maria Luisa Spaziani mi riceve nel suo studio affollato di libri, in una allegra confusione di carte,tra le quali - mi spiega - solo lei riesce ad orientarsi con disinvoltura. Come presidente della “Universitas Montaliana di Poesia”, l’associazione da lei fondata nel 2005 con Napoleone Bartùli e Massimo Nardi, è attualmente impegnata nella Rassegna letteraria “Inediti in Biblioteca”, che si tiene a Roma (per il quarto anno consecutivo) presso la Biblioteca della Camera dei Deputati, con il patrocinio della Presidenza della Repubblica, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Senato della Repubblica, e della Camera dei Deputati.

Signora Spaziani, vuole parlarci del suo impegno per la diffusione della poesia?

Sono più di vent’anni che opero nel campo della promozione culturale, in particolare per la diffusione dell’opera di Montale, e posso assicurarle che sono stati anni di grandi battaglie e di grandi gioie. Mi sono assunta l’impegno di portare avanti i suoi insegnamenti su due piani diversi. Da un lato lo studio, la ricerca filologica, storica, etica e filosofica della poesia, e dall’altro la divulgazione: due cose molte diverse, ma complementari fra loro. Ho più volte pensato, anche sul piano semplicemente umano, come sarebbe interessante trarre un romanzo da questa esperienza. Non soltanto per parlare dei “grandi”, ma anche per descrivere le emozioni, talvolta indimenticabili, con cui tanti giovani si avvicinano alle loro prime importanti esperienze in campo poetico.

Eppure oggi la cultura sembra vivere una fase di declino. È possibile, a suo avviso, attivare un processo di rilancio, recuperandone la centralità sociale?

Sì, ma occorrono determinazione e fantasia. Perché nessun ostacolo può inibire la vita del pensiero quando questa è sostenuta da una forte volontà e da una comunanza d’intenti e di respiro etico: è appunto questo il messaggio che vogliamo inviare ai numerosissimi amici che sostengono il nostro impegno associativo. Il grande problema della cultura italiana è la sua estrema frammentazione: c’è un gran fiorire di attività, molta partecipazione, che tuttavia rimangono localizzate, chiuse in se stesse. E invece bisogna impegnarsi, tutti insieme, per spezzare l’isolamento. Nell’ambito della “Universitas Montaliana di Poesia” c’è una grande sensibilità in merito a questi problemi, grazie anche al contributo della nostra “Consulta” che si avvale di personalità come Rita Levi Montalcini, Carla Fracci, Ennio Calabria, Isabella Bossi Fedrigotti, Paolo Lagazzi, Gioacchino Lanza Tomasi, Claudio Magris, Paolo Mauri, Beppe Menegatti, Walter Pedullà, Davide Rondoni, Carlo Sini, Roman Vlad. Una testimonianza del nostro impegno in tale direzione è la creazione del “Gruppo Cultura Italia”, un network associativo che punta a condividere competenze e risorse per perseguire ideali comuni. Con l’ambizione di rilanciare il ruolo positivo di intellettuali e scrittori anche per il progresso della società.

La poesia come si concilia con l’impegno politico e sociale?

Noi siamo poeti e, in quanto tali, siamo sempre engagés. Ma in certi momenti della storia i poeti sanno alzare la voce in senso politico e sociale, oltre che umanitario. Pensiamo alla fioritura dei poeti della Resistenza: Majakovski in Russia, Garcia Lorca in Spagna, Walt Whitman in America. Il poeta è una coscienza soprattutto, e un grande testimone.

Pensa che ci sarà ancora spazio per la poesia nel Terzo Millennio?

Ci sarà sempre. Siamo talmente storditi dal ritmo di vita che è cambiato, intossicati dalle parole e dalla tecnologia, che abbiamo bisogno di riscoprire la parola pura, la necessità che la parola dica ciò che desidera dire, che sia una specie di verità. Ed ecco, quindi, la poesia. Poi c’è anche il piacere di essere soli con un proprio mistero, con un proprio segreto. Una essenziale scoperta dell’io, una identificazione che il lettore compie su se stesso per uscire dalla genericità dei sentimenti e dai luoghi comuni delle idee.

 

© 2002- 2011  LaPortella.Net