Coro (1)
Quest’oggi con gran fiato,
parlerem del celibato,
e riuniti in questa piazza
grideremo come pazzi:
siam la schiera dei guardoni,
anzianotti e celiboni:
tutta gente che in cerca va,
ma una moglie ancor non l’ha.
Coro (2)
Per nostra jettatura,
siam colpiti da sfortuna:
han tassato il celibato,
e siam stati pure schedati:
in amor siam sfortunati,
senza colpa siam tassati:
che faremo nessun lo sa,
pagar la tassa, oppur sposar.
Solo (3)
Francesco è il nome mio,
buon poeta e un pò monello:
giro sempre per la via
lambiccandomi il cervello;
tante donne ormai formose,
mi sussurran strane cose:
e se un giorno sposar dovro`,
tanto felice mi sentiro`.
Solo (4)
Pasquale io mi chiamo,
capo sarto preferito,
sogno sempre e tanto bramo
a una donna esser gradito;
da trentanni con affanno,
cerco amor e trovo inganno:
ma se sempre così sarà,
qualche pazzia mi tocca far.
Solo (5)
Carletto è il nome mio,
contadino assai fidato;
di campagna son natio,
per le nozze son portato
io non ho tante pretese,
cerco donne di paese:
se il destin lo permetterà,
alfine anch’io potro` sposar.
Solo (6)
Io sono Antonio il bello,
calzolaio e menestrello;
far le scarpe mi diletta,
per sposar non ho gran fretta;
taglio e cucio ogn’or la suola,
canto sempre a squarciagola,
mi diverto e ognun lo sa,
senza mai perder la libertà.
Solo (7)
Peppuccio è il nome mio,
sagrestano del paese:
chiedo moglie pure a Dio,
anche vecchia ma di chiesa:
son anziano sventurato,
pago la tassa al celibato:
se il Signore mi ascoltera`,
la mia compagna potro` trovar.
Solo (8)
Commercio col tessuto,
son Gigetto detto il bruto;
non c’è donna che mi cura,
o mi scaccia o mi trascura:
cerco sempre in qualche impresa,
una gonna a cui far presa:
se la trovo l’aggancerò,
ed all’altare la porterò.
Solo (9)
Roberto è il nome mio,
e son nobil celibone,
per placar il mio desiderio
cado sempre in tentazione;
con il sesso femminile
son cortese e assai gentile:
questo cuor si donerà
sol per amor e fedeltà.
Solo (10)
Armando è il nome mio,
nel commercio proprio nato;
cerco moglie ricca anch’io,
ma finor non l’ho trovata;
nei viaggi per affari
dolci incontri non son rari:
ma non voglio ancor rinunciar,
libera vita continuo a far.
Coro (11)
Per non tediarvi ancora,
ci scusiamo tutti in coro;
tralasciamo Guido e Gino,
e tant’altri e don Pierino:
tutta gente ormai passata,
solitaria ed appartata:
ma un giorno ci dice il cor,
di nostra moglie godrem l’amore.