No, non te ne
andare:
ho un cesto colmo
di lacrime,stasera,
un sole fatto a pezzi e riattaccato,
la luna resa solida conchiglia........
No, non te ne
andare:
ho da darti le
ali dell'airone,
la speranza della tigre appena nata,
la fierezza d'una perla sulla rena...
Ho da darti la
paura di morire,
l'intensa parsimonia del mio dire...
la stropicciata sorte del volere...
Ma te ne vai.....
E non vuoi le
margherite
del mio amore.
Ah, se tu
tornassi all'alba!
Scura, rifiorire,
vedresti la pelle al tatto,
la bocca cantare come fiore ritrovato.
Le mani,
sentiresti, percorrere il tempo
che siamo stati e che non potremmo essere;
gli occhi a grappoli sull'innocenza e l'abbandono...
Sole ridente
scenderebbe a valle:
le risalite illuminando e le sconfitte!
Un abbraccio di
pace la mia voce scolpita,
la mia gioia trafitta a consolare il cielo...
Bruna e rossastra
aliterei la foglia:
unguento di tiglio il sentire del mondo...
Baci e rivoli di
noi, essenza mescolata,
e di quel che potremmo trasformare,
in languidezza,l'attesa estrema.
Ah, pensaci;
l'alba è vicina:
come il fiorire di morte che colora
gli orizzonti!
Amarti era volteggiare,
planare sicura
sulle vette inventate,
scalfire i cieli dai veli del sogno,
alitare tra i venti mattutini e freschi.
amarti era
raggiungere l'anima,
rovistare gioiosa i tuoi pensieri,
ascoltare le lucciole
cullare -sfinita!- il tuo ansimare...
amarti era
dolce/faticosa resa,
partenza e arrivo santificati!
Rotolati nel
vortice i sospiri,
t'inoltravi sereno nei miei antri:
raccoglievi e donavi,
umile servo,
"profanatore di scrigni insaziati"..........
Chiudevi gli
occhi, sfidavi il sole,
conservavi coriandoli per l'anima....
E poi dicevi
"grazie",
intonavi i silenzi più eloquenti,
sulla mia pelle fragola e ciliegia...
Incurabile
romantico,
passeggiavi nei viali del mio credo
e mi facevi tua
sotto la luna nuova.