Addenterò i frutti acerbi
del tuo seno in una notte
violenta.
Su l’epidermide sudata
della tua carne
spanderò la polvere delle mie vecchie
arsure
e saprai così tutto ciò che d’impuro
e di corrotto
in me che t’amo.
Quando ti sentirò nel mio
corpo
mi adagerò sul tappeto gobbo
e verde delle onde
e scomparirò nel nulla.
Solo allora scomparirò
nel nulla.