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Il gatto mendicante

All’angolo di una via rumorosa stava un gatto grigio con la zampa protesa che miagolava:

-Fate la carità, sorelle e fratelli, ad un povero gatto che muore di fame!

-Sei forse storpio per fare l’accattone?! - disse indignata una Gatta di età avanzata. E, squadrandolo, aggiunse:” Le tue quattro zampe sono a posto, i due occhi  anche, la coda e gli orecchi pure! Devi lavorare e non stare lì a chiedere l’elemosina!”

-Perchè? Cosa sto facendo di male ? - si stizzì il Gatto. - Questo lavoro non è per gli sciancati, i mutilati, gli invalidi, signora Gatta , glielo assicuro. Stare in piedi tutto il giorno con il freddo e l’umidità! Ci vuole poco per ritrovarsi nell’aldilà. Questo lavoro è più faticoso di qualsiasi altro.

-Dovresti prendere i topi, come fanno tutti i gatti onesti! - continuò la Gatta anziana.

-Mi permetto di farLe notare, signora Gatta, che Lei è molto all’antica. Cosa guadagno andando a caccia di topi se non un esaurimento nervoso?! Qui lavoro in nome di tutti i nostri sfortunati fratelli, mi rovino la schiena, per alleggerire la loro vita. “L’Ospizio dei gatti senza casa”, ecco dove andranno a finire le offerte popolari! Non lesinate il vostro denaro, non siate avari, sorelle e fratelli! Pensate a quei poveracci che a stomaco vuoto dormono sotto le stelle!

Quel Gatto con la bisaccia lo si vide ancora a lungo, qua e là. Ma poi tutto d’un tratto sparì. Come mai, perchè?

 Perchè ora vive in una villa con il roseto e un laghetto pieno di pesci che appena pescati il cuoco gli frigge per l’ora di pranzo. Non e’ piu’ un gatto grigio, ma un gatto color fumo di Londra.

-C’è un gatto tutto pelle ed ossa, - gli riferisce il maggiordomo, - chiede aiuto.

-Caccialo via! - dice il Gatto Color Fumo di Londra, ma poi dopo averlo osservato dalla finestra e dopo averci ripensato, aggiunge:” No, questo potrebbe andare, farà il guardiano. Lavatelo bene e dategli da mangiare. E che cacci via tutti gli accattoni!”

Poi rivolgendosi al gatto che si truccava davanti allo specchio disse:

 -E tu , come al solito, prendi la bisaccia e ricordati sempre da chi l’hai ereditata! Tieni alto l’onore del mestiere! Vai alla stazione.  In città ormai si lavora male, sono in troppi a conoscerci, le nostre facce sono diventate familiari. Alla stazione invece ci sono molti forestieri ingenui e creduloni. Fino a quando la fiducia popolare non si sarà esaurita, staremo bene, ci nutriremo bene. Perciò, vecchio mio, piangi forte, lamentati, impietosisci tutti, come ti ho insegnato io!

Abbiamo bisogno di molte risorse finanziarie. Ho intenzione di aprire corsi di pefezionamento per i mendicanti, con lezioni di arte drammatica e vocale, per insegnare i segreti del mestiere come il trucco : cicatrici, ferite, mutilazioni ed altro. Perchè tutto sia ad un livello professionale. Non sopporto il dilettantismo che trascina il mondo nell’abbisso. Può darsi che cosi cominci la rinascita. Organizzeremo corsi con scambi internazionali di esperienze, con un diploma valido in tutto il mondo, riconosciuto in ogni angolo del pianeta Terra! E non dimenticarti di prendere del veleno: in una zona della città è apparso un topo. Bisogna eliminarlo, che non se ne senta più l’odore. Si deve anche strappare da tutte le enciclopedie e da tutti i libri la sua immagine, in modo da cancellare il topo dalla memoria di tutti i gatti, per sempre! Ed ora va! Ah, se potessi tornare indietro! Oh! Farei volentieri come facevo una volta, quand’ero giovane: “Fate la carità, sorelle e fratelli, ad un povero gatto che muore di fame!”

 

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