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L'ultima gita del re

Il re sentì che stava per morire.

Prima di abbandonare il mondo, volle vedere per l'ultima volta il suo regno.

-Farò il giro in incognito, -disse ai suoi servitori. -Preparatemi un abito semplice e una carrozza ordinaria, senza lo stemma reale.

E guardandosi nello specchio, mormorò: "Non vorrei che il popolo vedesse il suo monarca decrepito e vinto dalle malattie."

La carrozza andava pian piano sulle strade della città.

Il re poteva osservare la vita quotidiana del suo regno senza essere riconosciuto.

Il tempo era nuvoloso e la città sembrava anche cupa. La gente si occupava degli affari di tutti i giorni.

Il re gettava lo sguardo distratto intorno e si immergeva nei suoi foschi pensieri.

Si stancò dell' ipocrisia, bassa adulazione, perfidità della corte...

Si ricordò il giorno della sua incoronazione; era giovane, entusiasmato, convinto che sarebbe rimasto nella storia come sovrano del paese prosperoso.

Adesso pensò alle sue speranze non realizzate, alle dure sconfitte e vittorie che gli sembravano vane. "Non ho nulla da rimproverarmi! -si diceva. -Avrei dovuto vivere in un'altra epoca e un altro paese..." Sentiva spesso i suoi cortigiani dire: "Se il popolo non fosse tanto inerte e indolente!"

La carrozza giungeva alla periferia della città e il re desiderò passare per una delle vie piccole e strette. Davanti a sè vide tanti quadri che erano esposti all' aria aperta.

Il re volle scendere.

Si avvicinò e si mise ad esaminare i quadri. Erano di preferenza dei ritratti.

Il re si fermò affascinato. I visi franchi, giovani con gli occhi ardenti e vecchi, solcati di rughe, con lo sguardo penetrante, respiravano elevatezza d'animo...

-Vorrei conoscere il pittore, -disse il re.

Il pittore apparì sulla soglia della bottega.

-Da dove vieni? -gli chiese il re. -Hai viaggiato molto nella tua vita? In che paese hai conosciuto questi uomini che vedo sulle tue tele?

-Sono nato qui, -rispose il pittore. -Non ho mai abbandonato il mio paese.

-Capisco! Tutta questa gente è, dunque, il parto della tua fantasia e immaginazione!

-No, -replicò il pittore. -Sono gli abitanti della nostra città, del nostro quartiere, i miei vicini, i miei amici, i miei parenti...

-Non è vero! Sei bugiardo! Sai chi sono? Sono salito al trono tanti anni fa, mai ho visto la gente con i visi così nobili, così aperti, con gli occhi ardenti e spirituali! Ho sognato tanto nella mia vita di governare tale popolo! Con questa gente avrei reso il mio paese prospero e felice! Perchè non ho mai visto questi uomini? -Perchè davanti a Lei, Sua Maestà, stanno sempre inchinati, senza osare levare la testa, con gli occhi "abbassati, -rispose il pittore. 

 

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