"L'arte rivela ai cuori ciò che nessuna scienza può mai rivelare alle menti" - Virgilio

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Sonata per voce e violino

Il Vecchio Violinista era seduto sul ciglio della strada ed improvvisava.

Quando terminò di suonare ed abbasso l’archetto, vide davanti a se’ un Lupo.

Il Lupo non era giovane, nel suo pelo c’erano molti fili bianchi. I suoi occhi erano tristi. Disse al Violinista:

-Suona ancora!

L’archetto sfiorò le corde e verso il cielo si levarono suoni puri, bellissimi.

-Questa musica la dedico a te, - disse il Violinista.

Il Lupo chinò la testa in segno di gratitudine.

-Nella mia vita nessuno, mai, mi ha dedicato della musica, - disse il Lupo commosso.

-Hai mai sentito il canto lupino? - chiese.

E il Lupo si mise a cantare.

Il Vecchio Violinista era sconvolto.

Si salutarono, ma non riuscirono a separarsi. Allora decisero di andare da un villaggio all’altro per donare  a coloro che avrebbero incontrato l’unica cosa che possedevano: la musica.

-Strano duetto! - commentava la gente sbigottita nel vederli. Ma appena incominciava a suonare il violino e ad esso si univa la voce del Lupo, restavano incantati. Quei suoni erano cosi magici che il cuori di chi ascoltava si scioglieva in quella dolce musica, e si dimenticavano le preoccupazioni, le sofferenze, i tormenti.

Sembrava che la musica e quella voce fossero un tutt’uno, come se nascessero da un unico cuore.

Nessuno sapeva che il Lupo in passato era stato un uomo.

E l’Uomo, un lupo.

 

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