Sonata per voce e violino
Il Vecchio Violinista era seduto sul
ciglio della strada ed improvvisava.
Quando terminò di suonare ed abbasso
l’archetto, vide davanti a se’ un Lupo.
Il Lupo non era giovane, nel suo pelo
c’erano molti fili bianchi. I suoi occhi erano tristi. Disse al Violinista:
-Suona ancora!
L’archetto sfiorò le corde e verso il
cielo si levarono suoni puri, bellissimi.
-Questa musica la dedico a te, - disse
il Violinista.
Il Lupo chinò la testa in segno di
gratitudine.
-Nella mia vita nessuno, mai, mi ha
dedicato della musica, - disse il Lupo commosso.
-Hai mai sentito il canto lupino? -
chiese.
E il Lupo si mise a cantare.
Il Vecchio Violinista era sconvolto.
Si salutarono, ma non riuscirono a
separarsi. Allora decisero di andare da un villaggio all’altro per donare a
coloro che avrebbero incontrato l’unica cosa che possedevano: la musica.
-Strano duetto! - commentava la gente
sbigottita nel vederli. Ma appena incominciava a suonare il violino e ad
esso si univa la voce del Lupo, restavano incantati. Quei suoni erano cosi
magici che il cuori di chi ascoltava si scioglieva in quella dolce musica, e
si dimenticavano le preoccupazioni, le sofferenze, i tormenti.
Sembrava che la musica e quella voce
fossero un tutt’uno, come se nascessero da un unico cuore.
Nessuno sapeva che il Lupo in passato
era stato un uomo.
E l’Uomo, un lupo.