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L'albero di Natale

Si avvicinava il Natale. Con emozione e gioia il bosco aspettava questa festa  meravigliosa! Diventava sempre più magico e misterioso. Gli abeti si abbellivano. Ognuno di essi sognava di essere il Re degli Alberi al ballo di Natale. Se questo sogno si fosse avverato, l’albero sarebbe stato ornato di bei giocattoli. In suo onore sarebbe risuonata la musica. Tutti gli sguardi sarebbero stati rivolti verso di lui. Intorno ad esso avrebbero ballato gli invitali. Che felicità!

– Senza dubbio il Re degli Alberi a Natale sarò io, – disse un abete. – Io sono il più alto!

– Ed io sono il più elegante! – replicò un altro.

– Ed io sono il più folto! – disse il terzo.

– Quanto a me, io incarno tutte le vostre qualità: sono alto, elegante e folto, – disse il quarto.

– Non è vero, – protestò il primo abete, e gli altri questa volta furono d’accordo con lui.

Nel frattempo nel bosco scendeva il crepuscolo coprendolo con un leggero velo grigio che diventava a mano a mano trasparente. Calava la sera e nei suoi colori scuri e cupi era sempre più difficile distinguere le sembianze degli abeti e paragonare la loro bellezza. Ed essi non finivano più di disputarsi il primato finché la notte non li immergeva nel dolce sonno in cui le loro speranze e i  loro desideri si realizzavano.

Al mattino il bosco veniva svegliato dalle loro dispute e la neve cingeva tutti di una bella corona purché non litigassero...

C’era un abete che taceva, non partecipava mai alle discussioni. Il suo ramo inferiore era rotto e pendeva impotente.

Un piccolo Capriolo veniva a trovarlo ogni giorno.

Il Capriolo gli stava vicino, gli carezzava i rami coperti di neve e con le orecchie tese seguiva le dispute degli altri abeti.

– Ah, ho tanta paura, – diceva l’Abete Alto, – che nessuno possa raggiungere i miei rami superiori! Ed io vorrei invece che anche da essi pendessero sfere dorate e luccicanti.

– E se per me  dovessero mancare i giocattoli? – si preoccupava l’Abete Folto.

– Di molti gingilli hanno bisogno coloro che non sono belli, – constatava l’Abete Elegante. – Io voglio pochi giocattoli. Con tante collane e palle di vetro non si vedrebbe la mia eleganza.

Fantasticavano sulla magnificenza del ballo in cui avrebbe primeggiato uno di essi.

– Poverino! – mormoravano gettando uno sguardo all’Abete Taciturno. – Non può nemmeno sognare come noi!

– È colpa sua! – disse l’Abete Elegante. – Se non ci fosse stata quella storia...

– Sì, una volta era un rivale di non poco conto, – notò l’Abete Folto. – Voi lo sentite gemere di notte?

– Tuttora rabbrividisco quando ripenso a quella storia... –disse l’Abete Elegante. – Non potete immaginare cosa io abbia provato quando la grande Tigre, inseguendo il piccolo Capriolo, capitò vicino a me... Vedevo i suoi orribili occhi affamati e le sue zanne scoperte. Il piccolo Capriolo saltava di qua e di là senza sapere dove nascondersi. Sembrava che non potesse più salvarsi, era sfinito e la Tigre stava per raggiungerlo. Essa sfrecciò davanti a me ed io sentii il suo respiro affannoso. Mancò poco che urtasse contro di me. Feci bene a stringere i miei rami, altrimenti li avrebbe spezzati. E adesso non potrei sognare la festa di Natale...

– Mi ricordo bene quello che successe poi... – continuò l’Abete Folto. – Quando alla Tigre bastava fare un salto per raggiungere il Capriolo, il nostro Abete Taciturno aprì i suoi rami e lo salvò. La Tigre si precipitò sul Capriolo, ma l`Abete Taciturno chiuse i rami e la Tigre, urtando e graffiandosi il muso, lanciò un urlo di dolore e di rabbia. L’Abete gemette. Purtroppo il suo ramo più bello e più grande si spezzò, ma esso continuò a proteggere il Capriolo tremante.

 

In quel momento nel bosco comparvero Babbo Natale e Nevina.

– Nevina, scegli l’albero per il ballo natalizio, – disse Babbo Natale.

– Io sono il più alto!

– Io sono il più elegante!

– Io sono il più folto! – gridavano da tutte le parti gli abeti.

– E tu perché taci? – chiese Nevina all’Abete accanto al quale stava il Capriolo. – Sei molto bello.

– Non posso essere il Re degli Alberi di Natale, – disse piano l’Abete mostrando a Nevina il ramo spezzato.

– Non può essere il Re degli Alberi! – gridarono tutti insieme gli altri abeti.

E allora il piccolo Capriolo raccontò la storia della sua salvezza.

Il racconto commosse molto Nevina ed ella disse all’Abete ferito:

– Sarai tu il Re del ballo natalizio! Babbo Natale ti guarirà col suo bastone magico.

Infatti appena Babbo Natale toccò il ramo ferito, esso si sollevò e fu di nuovo sano e forte.

Il piccolo Capriolo fece salti di gioia a vedere il suo salvatore guarito.

E gli altri abeti?

Si zittirono, e nel bosco regnò un silenzio magico.

Arrivò Natale e cominciò il ballo.

L’Abete Taciturno fu il più stupendo e generoso Albero di Natale. 

 

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