L'altalena
Per la prima volta, dopo tante lunghe
piogge torrenziali, il Sole fece capolino.
– Che splendida mattina! – esclamò la
Scimmia. –Finalmente posso fare quello che sogno da molto tempo,
un’altalena!
Scelse due grosse liane che pendevano
dagli alberi e le annodò fortemente.
– Tutto fatto! Ecco! Adesso mi dondolerò
a lungo, sino a quando non mi sarò stancata. E siccome non mi stancherò mai,
altalenerò per tutta la mia vita!
La Scimmia cominciò ad altalenare.
Socchiuse persino gli occhi dal piacere, quando sentì d’un tratto:
– Buon giorno, Scimmia!
Il Leoncino le stava davanti.
– Cos’è ? – chiese.
– Questa è l’altalena!
– A che serve? – chiese di nuovo il
Leoncino.
– L’altalena? Ma certo ad
altalenare! – spiegò con fervore la Scimmia.
– È bello altalenare? – chiese
nuovamente il Leoncino.
– Oh! È tanto bello quanto mangiare una
banana o fare un sogno meraviglioso, – rispose la Scimmia. – Guarda. Io mi
dondolo, comincio a salire in alto, sempre più in alto e spicco il volo. Ed
eccomi in cielo come se non fossi più una scimmia, ma un uccello. Vedo
vicino a me una nuvola. E tu, Leoncino, mi pari tanto piccolo da poter stare
sul palmo della mia zampa.
– Cara Scimmia, anch’io vorrei provare!
Lo vorrei tanto, ma proprio tanto!
– Aspetta un poco, – gli gridò la
Scimmia. – Prima altalenerò io, e poi tu!
Ma il Leoncino si mise a piangere.
– Vorrei provare subito! – disse con le
lacrime agli occhi. –Ecco, vedo correre una nuvola e vorrei sapere se ha le
gambette!
– La tua nuvola non ha le gambe,
Leoncino, mi devi credere! –disse la Scimmia.
– Certo, ti credo, Scimmia, – rispose il
Leoncino sempre piangendo, – ma anch’io voglio vedere ed accertarmi prima
che la nuvola fugga.
– D’accordo, – rispose la Scimmia
fermando l’altalena. –Soltanto ti supplico, Leoncino, non piangere. Sali
sull’altalena e tienti forte!
Ora era il Leoncino a volare sopra la
terra come se avesse grandi e forti ali. E la Scimmia, vista dall’alto, era
così piccola che sembrava potesse stare sulla zampina del Leoncino.
– Come va? – gridò la Scimmia. – La tua
nuvola ha le gambe?
– Non riesco a scorgerle. Forse le ha
nascoste!
Il Leoncino osservт
la nuvola ancora per molto tempo, avvicinandosi sempre di piщ,
finchй
non gli girò la testa. E allora scese dall’altalena per riprendere fiato.
La Scimmia si sedette di nuovo
sull’altalena, ma in quel momento apparve l’Elefantino. Era impaziente, non
vedeva l’ora di fare l’altalena. Ma la Tartaruga, arrivata in quel momento,
cominciò a supplicarlo di lasciarla altalenare per prima.
– Ho molta fretta, – disse. – Sono in
ritardo per il pranzo da mia Zia. E poi, caro Elefante, tu sei così grosso
che l’altalena non ti reggerа
e si romperа.
E allora io non potrò fare l’altalena!
– Ma io sono un elefantino, sono
piccolo. Le liane resisteranno, mi reggeranno! – esclamò offeso. – E tu,
Tartaruga, come puoi essere in ritardo al pranzo di tua Zia se è ancora
mattino?
La Tartaruga rispose: “Quando io
arriverò a casa di mia Zia, sarа
giusto l’ora di pranzo. E a mia Zia non piace mettersi a tavola con
ritardo”.
Mentre la Tartaruga era sull’altalena,
si formò una lunga fila. C’erano l’Antilope, la Zebra, il Cobra, il Leopardo
e molti altri animali.
La povera Scimmia non riusciva più a
fare l’altalena. Era occupata a mantenere l’ordine tra gli animali in modo
che tutti a turno potessero altalenare.
Voleva che tutti conoscessero il
miracolo dell’altalena senza la quale la vita non sarebbe tanto bella.
E quando fu il turno del Tigrotto,
mentre giа
si trovava sull’altalena, arrivò suo nonno, il vecchio Tigrone. Nonno Tigre
aveva il fiato grosso e si teneva i fianchi doloranti.
– Ecco dove sei,
monello! – esclamò. – Ti ho cercato dappertutto!
Guardò per qualche tempo il Tigrotto
altalenare e poi d’improvviso disse:
– Nipotino mio, lascia che anch’io provi
l’altalena!
– Nonno, – si preoccupò il
Tigrotto, – ma come fai? Sei così vecchio e ammalato!
– Forse sono vecchio perchè fino ad ora
non ho mai altalenato. Dai, ragazzi, datemi una spinta, ma non troppo forte!
E tutti si rallegrarono guardando Nonno
Tigre che appariva ringiovanito e completamente guarito dalle sue malattie.
Intanto il Sole tramontò e si fece buio.
Gli animali malvolentieri si dirigevano verso le loro case. E giа
sognavano che la notte passasse presto e arrivasse il mattino. Così
sarebbero di nuovo tornati alla prodigiosa altalena.
La Scimmia sognava più di tutti, poichè
non era quasi riuscita ad altalenare.
Ma perchйè
questo giorno le parve il più felice della sua vita?