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L'ombrello

 

Questa storia cominciò quando Bobik debuttò al cinema. Bobik aveva una piccola parte, con sole tre parole: bau, bau, bau.”Sei stato in gamba! - disse alla fine delle riprese il regista. - Ed ora va a riscuotere il tuo onorario.”

E così Bobik ricevette il suo onorario, la ricompensa per il suo lavoro artistico, e decise di realizzare il suo sogno recondito. Da tempo sognava di comprarsi un ombrello. Ora che era diventato attore, l’ombrella gli era assolutamente indispensabile. Quando gli capitava di prendersi la pioggia, aveva poi un aspetto pietoso: il pelo bagnato fradicio diventava appicicoso e Bobik pareva così malconcio, pelle ed ossa! L’attore invece deve essere sempre in buona forma ed avere un aspetto bello ed elegante.  Dunque Bobik andò al negozio e si comprò un ombrello.

Oggi, uscendo di casa, non poteva non prenderlo.  Era diretto agli studi cinematografici dove si dovevano fare i provini per la parte principale in un film. E se Bobik questa volta avesse avuto fortuna?! Si poteva dire che oggi si decideva il suo destino.

Camminava per la strada appoggiandosi di tanto in tanto all’ombrello o facendolo roteare nell’aria.  Incontrava dei conoscenti e li sentiva sussurrare:” Guardate, Bobik ha l’ombrello!”

La strada per arrivare agli studi era lunga. Bobik ne era quasi contento perchè aveva bisogno di calmarsi e di concentrarsi.

Improvvisamente il cielo si oscurò, le nubi si addensarono e fili di pioggia cominciarono a scendere sulla terra...

Solo in quel momento Bobik capì quale prodigio era l’ombrello! E’ meraviglioso quando piove e tu hai le orecchie e la coda asciutte!

La pioggia aveva provocato un fuggi fuggi generale. Qualcuno si era nascosto sotto gli alberi, altri sotto le tettoie delle edicole... Ma c’era anche chi non poteva aspettare.

In quel momento Bobik vide il Gatto. Camminava tutto curvo, tenendosi una zampa sulla gola e con l’altra stringendo al petto la cartella con gli spartiti. Era il vicino di casa di Bobik. Faceva il cantante al Teatro lirico ed evidentemente si affrettava alle prove. Per colpa sua Bobik non aveva pace nè di giorno nè di notte. Quando il Gatto non era impegnato al Teatro, per ore e ore studiava le sue arie o faceva i vocalizzi.

“Ora si bagnerà, si prenderà il raffreddore e perderà la voce, - pensò Bobik guardando il Gatto.

E già proteggeva il Gatto dalla pioggia con il suo ombrello.

- Oh! Le sono tanto grato! - disse il Gatto tutto commosso. - Ma Lei come farà? Si bagnerа tutto! La pioggia diventa sempre più forte!..

- Non si preoccupi! - rispose Bobik. - Io non canto all’Opera...

- Oh, Lei mi capisce... L’umiditа è così dannosa per la voce di un cantante... E poi cosa ne sarebbe stato dei miei spartiti...

L’ombrello era piccolo e bastava solo per riparare dalla pioggia il Gatto e la sua voluminosa cartella con gli spartiti. Bobik accompagnò il Gatto fino al Teatro e poi di corsa si diresse verso gli studi.

 

I candidati al ruolo di protagonista erano tanti e Bobik sperò di asciugarsi un pochino prima che venisse il suo turno. Ma, ahimè, non ne ebbe il tempo. Quando si presentò davanti al regista, quello gli diede appena uno sguardo e gridò:” Avanti un altro! A chi tocca?”

Fuori continuava a piovere. Bobik non si accorgeva della pioggia. L’acqua gocciolava dalle sue orecchie e dal suo naso.

D’un tratto Bobik sentì che qualcuno lo tirava per la zampa. Ma certo, era l’ombrello! “Scusami, amico mio, mi sono scordato di te! - pensò Bobik e aprì l’ombrello.

In quello stesso istante sentì che l’ombrello lo stava trascinando. Obbedendogli Bobik fece un movimento a destra, poi a sinistra, avanti, indietro, erano movimenti graziosi, leggeri. L’ombrello ballava! E Bobik ballava insieme a lui! La pioggia faceva loro da accompagnamento con la sua melodia autunnale.

Cominciarono ad aprirsi le finestre, e tutti quelli che erano rimasti in casa a causa del tempo piovoso, e quelli che si erano riparati sotto le tettoie e nelle macchine, guardavano ammirati l’elegante danzatore con l’ombrello ed esclamavano:” Come deve essere felice Bobik che balla sotto la pioggia!” E anch’essi sentirono il desiderio di ballare sotto la pioggia, e uscirono dalle case, dalle macchine, dagli altri ripari e si unirono alla coppia che danzava accompagnata dalla musica della pioggia.

 

Quando Bobik passò vicino al Teatro dell’Opera sentì la voce del Gatto.

- Che bella voce ha oggi il cantante! - notò con piacere Bobik.

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