“Il racconto di Menesatti è meraviglioso,
mi ha commosso tanto. È davvero un bravo scrittore, racconta con grande
calore umano una storia che potrebbe essere una vicenda vissuta. Si legge
col cuore in mano e tutto d'un fiato perchè trasmette ogni tipo di emozioni
al lettore. Il suonatore di chitarra è un racconto che tutti dovrebbero
leggere per capire gli stati d'animo di chi attraversa un periodo brutto
della vita. Tanta disperazione e solitudine può portare ad una tragedia come
quella del nostro Suonatore di Chitarra, ma pensandoci bene e approfondendo
l'argomento, può infondere coraggio e speranza, ma soprattutto a chi ha fede
in Dio di superare ogni momento critico che purtroppo tutti possiamo
trovarci ad attraversare.”
Cav. Giovanna Li Volti Guzzardi -
Presidente dell’Accademia Letteraria Italo Australiana Scrittori
“Non amo il computer, non so scrivere al computer, ma oggi grazie a questo
oggetto a me tanto ostile mi ritrovo a meravigliarmi di tanta potenzialità
di cultura.....ebbene si, oggi il nostro direttore Seconnino mi ha regalato
una pagina di Ugo Menesatti che testimonia con la sua scrittura la seduzione
dell'arte e la realtà della vita. Il suonatore di chitarra non è solo un
racconto di implacabile chiarezza sul disagio del protagonista ma è un
esempio straordinario di letteratura, scritto in una lingua di suggestiva
accuratezza che siamo disabituati a leggere, ormai. E il finale tragico si
colma di pietas e l'indifferenza della gente fa parte della vita che non dà
spazio alla commozione.”
Anna Maria Scarpati
“Il suonatore di
chitarra,” di Ugo Menesatti, è il pretesto per ricordare viaggi
vissuti e realizzare avventure surreali. La piazza, stimolo alla
memoria storica, tende al recupero delle radici dell’Occidente e con
esse mostra la mappa delle opere dell’uomo. C’è l’impeto raggiunto con
baldanza dal grande musicista, ma, come filtro della natura, c’è il
paradiso consolante di un amore davanti agli infermi. Ed è proprio
attraverso l’amore che Menesatti scopre l’eterno punto della luce;
polline che stempera i suoi problemi in un sorriso di una foto che lo
invoglia a superare con magia l’incandescente cortina della vita. Nel
suo brano c’è questa malinconia ammaliante che sconfina in una forma
di tenerezza senza preoccuparsi degli effetti. E’ come un pittore che,
con una calda pennellata, dona una sfera limpida ed essenziale per
trovare accoglienza tra le onde suggestive del giorno. Dallo spartito
”Il suonatore di chitarra”, lungo le vie della Gerusalemme terrestre,
s’innalza il suo” Magnificat” che è solo il viatico del definito e la
ricerca profonda da cui scaturisce nell’intimo più segreto il vero
senso dell’altrove.
Maria Cardi