"L'arte rivela ai cuori ciò che nessuna scienza può mai rivelare alle menti" - Virgilio

La Portella
Salotto Culturale Fondano

Home  Info

Under Construction

        Ristorante Riso Amaro

Frammenti

Il mio cuore
Ha bisogno d’irruzione
Non del calpestio di passi
Stanchi incerti sommessi
Con l’eco di lontananze

L’ibiscus lì, appena fuori
Reclina i suoi occhi porpora
Non è l’ora
Ma la sera viene prima
Da tanto tempo

Nelle viscere del gioco
Si adagia il paradiso o l’inferno
Dipende da noi
Così ho imparato
Ed è stato doloroso

Il mio cuore
Ha bisogno di parole
Di fuoco e di acqua
Non di tremuli sussurri
E silenzi in punta di piedi

L’allodola dei prati
S’alza verso la luce
Come accecata dal desiderio
Ma poi s’incurva con ali spente
E mozza il suo volo d’istinto

Nessuno è un’isola, amore
Siamo naviganti sospinti nel mare
Dai flutti del destino
Si vede il cielo ma sotto
Negli abissi è mistero

Il mio cuore
Ha bisogno dell’orizzonte alto e dell’ardimento
Non di assopirsi nelle consuetudini
E nell’accattivante cerchio del possibile
Rinuncia al vento tra i capelli

Il gèco portafortuna
Disteso sui mattoni a mezzogiorno
Scruta le foglie dell’edera
Alla destra della taverna
E pare smarrito dalla quiete

Perdere la vita è forse ritrovarla
Diceva un saggio chissà dove
Eppure adesso mi sembra tutt’altro
Mi manca la febbre dell’incontro
E l’incantesimo del tuo sguardo in primavera

Il mio cuore
Vagabonda con malcelata irrequietezza
Tra illusione e verità
Come un dannato nel dormiveglia
Dopo una notte di vino rosso

E se davvero
È stato vero
Quel sogno di bambino
Dentro il mio cuore
Ti muovi ancora
Con una danza di ricordi
Sai, talvolta diventa un canto
Di colori e di odori
E allora ti ritrovo da solo

 

© 2002- 2011  LaPortella.Net